CI SCRIVONO e CI DOCUMENTANO DA TUTTO IL MONDO

 

Una bottiglia di miele per augurare il benvenuto

Questa mattina, 16 novembre, uscendo dalla chiesa dopo la messa,vedo sotto la paillotte, tre persone che mi attendono. Sedute sulle sedie di vimini. Quella al centro ha un portamento distinto, più anziana degli altri due. Una barbetta bianca, un copricapo, e uno scialle sopra il taffetano. Il giovane a destra indossa una tunica nera, e ha, nascosta fra le gambe, una bottiglia di un liquido color marrone.
L'altro in pantaloni e camicia. Mi pare di averli già incontrati, ma non riconosco nessuno. E se fosse il sostituto del capo villaggio con un paio di notabili che vengono a darmi il benvenuto con una bottiglia di miele? Ma il sostituto lo conosco, ed è molto più giovane. Decisamente non sono di Kolowaré.
Mi salutano con effusione, con larghi sorrisi. Ricambio con la stessa intensità. Poi si mettono a pregare, prima in kotokoli, poi in arabo. Una lunga litanie di invocazioni. Porto le mani alla fronte dopo ogni preghiera in segno di assenso. Aggiungo anch'io qualche invocazione in kotokoli. Alla fine si mettono a parlare. Mi sento allora un po' perduto. Capisco quello che dicono, mavorrei capire meglio, anche le sfumature e quello che appena accennano.
Chiamo il catechista Mathieu. Allora riconosco le persone. Un capo peul, di un villaggio vicino, con due suoi notabili. Ogni tanto passavo a trovarlo. Ero stato, anche un paio di anni fa con Silvana Bortoliero, del Novara
Center. Aveva allora evocato il problema della scuola. Nel villaggio ci sono tanti bambini e devono frequentare nei villaggi vicini, mi diceva, ma senza andare oltre. Alcuni mesi fa ero passato a portargli un paio di palloni per i suoi ragazzi, e mi aveva dato alcuni rami di moringa, un albero dalle proprietà terapeutiche a largo spettro.
Stamattina viene per un altro problema. Il suo porta parola, mi mostra la bottiglia, e non è miele, ma acqua: "ecco l'acqua che siamo costretti a bere, mi dice, puoi aiutarci?". La prendo e la metto in mezzo alla paillotte, e la contemplo: è l'acqua che bevono. Facciamo qualche foto insieme. Li vedete con la bottiglia in mano. Domenica prossima andrò a trovarli con Mathieu e vedremo cosa si potrà fare.
Ieri mattina, domenica 15 novembre, era passato il parroco Jonas prima della messa per darmi il benvenuto. Era stato a Saziré, ed era la prima volta che andava. Gli offrono due ciotole, una di birra di miglio, e l'altra di acqua. "No sapevo distinguere quale era la birra e quale era l'acqua, avevamo tutte e due lo stesso colore. Hochiesto: è questa l'acqua che mi date da bere? Non ne abbiamo altra, mi hanno risposto.
Ne avevo discusso ieri sera con Gaulé e Jean, i due agenti con cui lavoro da tempo, e che operano congiuntamente per le trivellazioni nei villaggi. Dicevano con fierezza che avevano appena terminato una trivellazione in un villaggio di Affossalacopé dove sono presenti i nostri padri: l'acqua scaturiva con un fiotto di 22 metri cubi, era alto come un albero!
Ieri pomeriggio passa a trovarmi Kpona, il papà del bambino che mi aveva rubato i cellulari. Il ragazzo ora va a scuola. La Caritas gli ha pagato la retta e il materiale scolastico. Avevamo chiesto al papà di procurargli il certificato di nascita. Mi dice: "Devo fare il certificato di nascita per mio figlio, ma proprio non posso. E' vero.
adesso il bambino fa il bravo, mi aiuta, si prepara da mangiare, mi lava anche gli abiti, è proprio cambiato, ma non riesco a trovare i 5000 franchi – un po' meno di dieci euro – per il certificato di nascita.
Questa mattina Isabelle viene e mi porta 10 mila franchi per la Caritas. Dagli oggetti religiosi e rosari venduti. Parliamo di Kpona: "Quei pochi soldi che guadagna li spende tutti nel bar di Babena, tutti lo vedono, è sempre là che beve, deve partecipare anche lui per l'atto di nascita, il figlio è suo, il resto lo daremo noi".
Kolowaré, 16 Novembre 2015
Silvano Galli - Kolowaré
B.P. 36 SOKODE - Togo
T. 00228. 90977530 - 00228.24451012
 
www.split.it/noprofit/koloware

 

 

LETTERA DI SUOR GIUSTINA ZANATO AGLI AMICI E SOSTENITORI

8 dicembre 2014 Maputo (Mozambico)

Fare gli auguri di Natale ai tanti amici che mi seguono in questi anni che sono lontana da Novara è sempre una grande gioia perché mi offre l' occasione di dire un GRAZIE non solo per gli aiuti materiali che sono sempre molto accetti e impegnati per quello a cui veramente sono destinati, ma è l' occasione per una riflessione, assieme, sulla nostra evangelizzazione oggi. E' molto opportuno fare un riferimento alle parole del nostro Papa Francesco che ci invita ad uscire ... andare alle
periferie per Evangelizzare. E qui posso fare una breve considerazione. Oggi la periferia dell' Italia è veramente una terra per essere rievangelizzata, una periferia che ha lo stesso valore di chi ha lasciato il suo paese per una "terra di missione" come eravamo soliti a dire. Oggi sento che anche lì possiamo e dobbiamo scoprire come Evangelizzare o come riaccendere l'ardore delle prime comunità apostoliche. Fatto questo accenno, vorrei solo darvi qualche informazione di come mi trovo qui in Mozambico. Non vale la pena fare riferimenti all'Amazzonia dove ho trascorso quasi 30 anni ... non posso mettere sullo stesso piano quanto ho vissuto negli anni che ho trascorso in Brasile anche se le comparazioni potrebbero essere molto interessanti, ma vi dico quanto scopro e quanto vivo un po' nel  mio piccolo  angolo di visione. Sono arrivata qui per una missione un po' strategica e ora mi ritrovo a dover fare un piccolo bilancio di questi 20 (venti) mesi di permanenza in una terra africana che ha avuto in questi ultimi anni la gioia di vedersi indipendente"... nonostante sia ancora molto recente la gioia di vivere la democrazia. Le ultime elezioni presidenziali hanno visto ancora un duro confronto fra i partiti di liberazione nazionale e un timido nascere di un altro partito: MDM, Frelimo e Renamo. Troppe sono le differenze fra i vari partiti e poco o quasi nulla, si riesce a far percepire alla gente come la vera democrazia deve nascere da un progetto politico che ha le sue radici sul rispetto dei diritti umani. Si nota come il Paese è ormai in mano alle multinazionali che stanno esplorando tutte le ricchezze in cambio di accordi politici che fanno crescere solo pochi e non sanno canalizzare le risorse per i più poveri o quelli che sono i veri abitanti del Mozambico. Si notano le differenze andando per le strade della capitale e appena si esce alla grande cintura delle città, le periferie sono letteralmente abbandonate. Un programma politico di "disinvolvimento" (sviluppo) ha come meta poter dare una svolta economica a tutti, ma poco si lavora perché l'educazione con qualità, sia un bene per tutti. Non parliamo della sanità ... che è veramente un campo che lascia a desiderare. Come in tutte le parti dell'Africa, il problema ACQUA è molto serio e anche noi abbiamo comunità con scuole di 700 e più di 1000 alunni dove non possiamo usufruire di questo beneficio, siamo in una zona dove manca l'acqua o dove è difficile poter fare un pozzo per questo bene prezioso. Ci troviamo in un paese laico, con una prevalenza di mussulmani ... e qui l'evangelizzazione è molto difficile, ma non impossibile. Lavorare con gioia per Evangelizzare è una fonte perenne di nuove iniziative ... e ci aiuta a scoprire ogni giorno la forza per poter "andare e annunciare la buona nuova " che il Regno di Dio è sempre vicino, è sempre alla nostra porta e ci aiuta a vivere serenamente le difficoltà di ogni giorno. GRAZIE perchè continuate a pregare per me ... io lo faccio per tutti voi, per ogni persona che ricordo con allegria perché durante questi anni ho ricevuto sempre molto da chi mi segue in questo cammino missionario. Buone feste di Natale e andiamo con gioia alla grotta di Betlemme assieme ai pastori, ai più poveri per ricevere da Gesù la forza di annunciarLo ...  

Suor Giustina Zanato

LETTERA di DON GIANCARLO MONETA - MONTEVIDEO URUGUAY Pajas Blancas, 2 dicembre 2014

Amici, vi mando un affettuoso saluto e un grazie immenso perché da anni seguite e sostenete il mio lavoro in Uruguay.
Sono tornato da poco da un breve soggiorno in Italia e ho potuto vedere da vicino i segni della crisi che vi affligge e che evidentemente sarà un problema da affrontare per un periodo più o meno lungo.
Nei trentacinque anni trascorsi in Uruguay, ho vissuto una grande crisi istituzionale, la dittatura militare e varie crisieconomiche, alcune gravissime; ricordo i vari periodi dove bisognava organizzare “cucine comunitarie” perché molte famiglie potessero mangiare tutti i giorni. Le crisi possono essere superate con una sana austerità di vita, scegliendo autorità che vogliono bene allagente e manifestino attitudini di servizio cercando con tenacità il bene comune e non solo il proprio. In questi ultimi anni qui la realtà è di segno positivo, ci sono migliorie sociali ed economiche, scarsa disoccupazione e stabilità politica. E’ certo che ci sono ancora vari problemi da affrontare, soprattutto a riguardo della sanità, pubblica sicurezza e insegnamento, però andiamo avanti bene.
A Montevideo da pochi mesi c’è un nuovo Arcivescovo, Daniel Sturla, uruguayo, di origini liguri e per quello che si vede possiede una grande capacità di ascolto e di dialogo. Sta avviando una riforma della struttura diocesana, l’obiettivo è quello di renderla meno burocratica e più efficiente; è in atto anche una rotazione di parroci nelle parrocchie del centro, nella periferia sarà più complicato realizzare cambi o sostituzioni perché pochi ambiscono un posto in queste parrocchie.
Tutta la diocesi è anche impegnata a ripensare gli obiettivi pastorali affinché l’evangelizzazione, nei prossimi anni, sia più entusiasta e testimoniale. Le nostre piccole comunità sono disponibili ad accettare le nuove sfide che verranno elaborate insieme.
Da domenica scorsa, in Uruguay, è stato eletto un nuovo Presidente: Tabaré Vasquez, 74 anni, oncologo e leader del Frente Amplio. Già fu eletto Presidente della Repubblica nel periodo 2005-2010 e ora succede a José Mujica, un esempio di uomo e statista, austero e coerente nella difesa dei diritti di tutti ma soprattutto dei più poveri. Sicuramente Tabaré continuerà in questo lavoro di migliorare il paese e la vita delle persone.
In questi dieci anni di governo del Frente Amplio, una coalizione di partiti progressisti, l’indice di povertà, in tutto l’Uruguay, è passato dal 40% al 15% grazie ad una situazione favorevole dell’economia in America Latina ma soprattutto ad opportune leggi e scelte politiche realizzate dagli ultimi governi.
Sicuramente questa realtà ci solleva da parte del lavoro sociale nei quartieri di periferia, finalmente lo Stato si fa carico delle necessità di tutti gli integranti della società, anche degli emarginati e degli esclusi. D’altra parte ci facciamo più responsabili di un lavoro urgente di coscientizzazione in ordine alla crescita comunitaria e alla solidarietà vissuta in modo non discontinuo, perché in una società di maggior benessere, sono già evidenti i segni di un consumismo e di un individualismo generalizzato e anche una perdita di sensibilità sui valori della convivenza e del rispetto dei limiti e dei doveri, con atteggiamenti molte volte assurdi, di ricercare solo i propri interessi e i propri comodi. E’ più difficile proporre scelte comunitarie o percorsi di vita condivisi quando molti si convincono che con un buon stipendio se la caveranno comunque da soli. Anche sul risparmio c’è da fare un lavoro di coscientizzazione, anni fa non si risparmiava perché lo stipendio non copriva le necessità basiche, ora non si risparmia perché, oltre al necessario, si tende a soddisfare ogni capriccio.
Su queste realtà, i parrocchiani e gli integranti dei progetti che portiamo avanti, si stanno interrogando e stanno provando stili di vita che siano compatibili con una vita economicamente  più stabile e nello stesso tempo più ricca di valori e più fraterna.

Un grande “abrazo para todos”!
Buon Natale e Buon Anno Nuovo!
Don Giancarlo

DAL PERU'

Chiquiàn (Ancash) 10 novembre 2014

Cari amici di Novara e benefattori, con i miei saluti invio le foto dei bambini che godono della vostra generosità perché possiate vedere che sono cresciuti e che ogni giorno che passa diventano più belli. Qui in Perù stiamo per terminare l’anno scolastico e tra poco i nostri bambini celebreranno il Santo Natale e saranno in vacanza, quelli ospiti della nostra casa svolgeranno varie attività, quelli che stanno in famiglia saranno comunque seguiti dalla nostra comunità.

In questo ultimo mese per ordine del Giudice sono arrivati nella nostra Casa San Vincente, tre fratellini denutriti, la madre non è in grado di occuparsene perché soffre di una malattia mentale ed è sola.

Ringraziamo tutti voi per l’aiuto prezioso che ci date, tutti i giorni chiediamo a Dio che vi conceda salute e molte benedizioni per la vostra vita, la nostra Comunità e i bambini vi Augurano un Sereno Natale e un felice nuovo anno con la protezione di Maria Santissima.

Suor Victoria Orihuela

 

 

        DAL BRASILE - PAOLO AFONSO relazione 2014

La fine dell´anno é prossima e, come di consueto, mando brevi notizie sui tre  asili di Paulo Afonso assistiti con le adozioni a distanza.
Nell´asilo Menino Jesus é in atto il progetto di terapia musicale che l´anno scorso ha riscosso tanto successo presso l ´asilo Irmão Luiz e anche qui sta suscitando tanto entusiasmo che anche gli insegnanti chiedono di parteciparvi.
L´asilo Padre Lourenço continua ad avere una buona partecipazione da parte dei genitori e quest´anno alla stampante comprata l´anno scorso é stato aggiunto un impianto di amplificazione.
L´asilo Irmão Luiz ha compiuto quest´anno i 25 anni iniziati con Dom Mario e un gruppo di focolarini appoggiati da un fratello gesuita chiamato appunto Luiz. Questa parte vecchia ha bisogno di essere ristrutturata ed il lavoro sará eseguito nel mese di gennaio, quando l´asilo è chiuso, secondo le promesse del comune.
Anche quest´anno a febbraio, quando é iniziato l´anno scolastico, é stato comprato tutto il materiale relativo al pronto soccorso e in particolare ricostituenti e rimedi per tosse e pidocchi.
Non smetteró mai di ringraziarvi, con i bambini e i genitori, per il vostro aiuto e finisco con augurarvi tutto il bene possibile in occasione delle prossime feste natalizie. Felice Ferrari
  


p.s. per la giornata di Natale sono stato invitato, in qualitá di Babbo Natale, da un accampamento di senza-terra e per questo ho fatto circolare la voce per una raccolta di bambole e automobiline usate ma in ottimo stato di conservazione. Se avete un po´ di pazienza il prossimo anno vi faró sapere come é andata.

DAL BURUNDI Natale 2014

Questo Natale, qui in Burundi, ha una connotazione di un’attesa particolare e purtroppo non è l’attesa di Gesù, ma delle elezioni che si terranno nel prossimo anno. La gente sa che le elezioni rappresentano ancora un passaggio delicato per questo paese, le persone hanno delle forti attese per quanto riguarda il consolidamento della pace e il miglioramento delle condizioni di vita. Ad osservare quanto accade possiamo dire che i segni sono positivi, infatti, un po’ ovunque si stanno costruendo infrastrutture, strade, ponti, scuole e ospedali e qui in città un po’ tutti cercano di fare un passo in avanti costruendosi una casetta di mattoni cotti e cemento. Ancora siamo ben lontani da una situazione di vita normale, ma i progressi ci sono.
Noi in questo periodo, come molti siamo impegnati a incontrare i giovani, soprattutto, per aiutarli a non cadere nelle promesse di chi vuole destabilizzare il paese creando panico e tensioni per influenzare le elezioni. Non è difficile promettere a chi non ha nulla, neppure la capacità di leggere e scrivere, denaro o un posto di lavoro, così si creano gruppi di giovani sbandati che creano disordini, intimidiscono la gente  approfittando dell’impunità più o meno promessa.
La fame di denaro facile è la loro debolezza e la forza di chi li sfrutta.
Noi proponiamo la via del Dio fatto uomo, la via dell’impegno, della verità nei rapporti, della giustizia, dell’assumersi le proprie responsabilità e del sacrificio per costruire qualcosa di durabile, ma la confusione che regna, le facili illusioni e la miseria hanno una grande presa sui ragazzi e le ragazze.
Insieme ai giovani stiamo cercando di sviluppare il concetto che il capitale disponibile sono loro stessi, abbiamo avviato un cammino di accompagnamento di piccoli progetti di sviluppo, basati su associazioni e cooperative. Alcune fondate sul volontariato come le associazioni sportive e quelle di sostegno scolastico e altre a scopo di sviluppo per creare lavoro, così con l’aiuto di alcuni volontari venuti dall’Italia abbiamo creato un’agenzia di guide turistiche ed alcuni laboratori artigianali, alcuni progetti hanno funzionato altri no. La determinazione e direi anche la fame, spingono i giovani a provarci con tutte le forze.
Chissà che un giorno potremo avere anche dei volontari da Novara? Allenatori, artigiani, insegnanti di lingue e amici con la voglia di condividere i loro talenti sono benvenuti.
Noi nel nostro piccolo, stiamo dicendo: Vieni Signore Gesù cercando di migliorare un po’ questo nostro povero mondo, da quello che vediamo Gesù non si tira in dietro, tutti i giorni ci stupisce con il miracolo della sopravvivenza, della condivisione, dell’amicizia e dell’entusiasmo, in una parola Lui ha già accettato l’invito ed è presente con noi.
Un caro ringraziamento a tutti quanti ci aiutano e i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo.
Don Massimo Minazzi
Bujumbura, 2 dicembre 2014

DAL BURUNDI dicembre 2014

Carissimi amici del Centro Missionario, con gioia dal cuore dell’Africa vi giunga il nostro grazie sincero! In Burundi ha speso la propria vita per tantissimi anni don Carlo Masseroni, nostro caro amico. Molte volte è venuto nella nostra comunità di Nyamurenza, la prima che noi Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth abbiamo aperto in Burundi nel 1966 grazie all’invito che l’allora neo-eletto Papa Paolo VI aveva fatto alle Congregazioni femminili bresciane di aprirsi alla Missione ad Gentes.
Nyamurenza è un piccolo villaggio in provincia di Ngozi. Dista circa 16 Km dalla città e per raggiungerlo si percorre un sentiero ampio in mezzo al bosco che durante la stagione delle piogge si riempie di grossi buchi e in alcuni tratti assomiglia più a un torrente che a un sentiero. Le nostre prime sorelle, appena arrivate in questo paesino sperduto, ci raccontano di essere state molto bene accolte dalla gente che veniva a trovarle portando loro frutta e legumi. Le suore a loro volta hanno cercato di contraccambiare rispondendo anzitutto ai bisogni primari della numerosa popolazione povera andando a visitare le famiglie e distribuendo cibo, abiti, medicine, sapone … nel tempo poi, con gli aiuti dei benefattori hanno costruito alcune strutture: il Dispensario e il “Centro di Santé” per curare gli ammalati e per aiutare le partorienti; il Centro Nutrizionale per ospitare ed educare le mamme dei bambini mal nutriti; la scuola di alfabetizzazione per i tanti ragazzi e adulti analfabeti; il “Foyer Social” per preparare al lavoro i giovani attraverso la formazione professionale di taglio e cucito, ricamo, maglieria e cesteria per le ragazze, falegnameria e artigianato per i ragazzi; il catecumenato per la formazione religiosa e la preparazione ai sacramenti. La visita alle famiglie e l’accoglienza giornaliera dei poveri e la distribuzione di beni di prima necessità sono sempre continuate insieme a tanti progetti di promozione e di sviluppo per aiutare ad acquistare un terreno da coltivare, a costruire una casetta dignitosa, ad andare a scuola, ad acquisire una competenza professionale … Una forma di aiuto ai tantissimi bambini che desiderano studiare ma che non ne hanno la possibilità economica è l’adozione a distanza. Essa nella maggior parte dei casi riesce ad aiutare non solo il singolo bambino, ma tutta la sua famiglia permettendo a ciascuno una vita più dignitosa è un futuro migliore. Non solo chi riceve ma anche chi dona si arricchisce di solidarietà, di amore, di fraternità, di grande gioia, di riconoscenza. È l’esperienza che noi suore missionarie facciamo quotidianamente e che auguriamo a ciascuno di voi, ringraziandovi di cuore per la vostra generosità.

Suor Ester Zerla

 

Dalle isole Andamane

Hostel Report Ostello Maschile Fr. Agnelo - Mannarghat
& Ostello Femminile Nostra Signor del Pilar - Padauk Bagicha

Aprile - Ottobre 2014

Dopo le vacanze estive i ragazzi sono tornati in ostello, pieni di zelo e di entusiasmo. Abbiamo potuto vedere il sorriso sui loro volti mentre si preparavano a ritornare nelle loro classi. Tra loro alcuni volti nuovi … timidi e tranquilli. Quest'anno gli ospiti degli ostelli sono 149. Abbiamo 81 ragazzi nell’ostello maschile “Fr. Agnel” e 68 ragazze in “Nostra Signora del Pilar”, l’ostello femminile. Il personale nell’ostello maschile è composto da 2 sacerdoti, 2 custodi,  2 cuochi e quello femminile è composto di 4 suore e un cuoco. Tutti lavorano fianco a fianco per il bene dei ragazzi.

Il nostro scopo: ci sforziamo di dare una buona istruzione per offrire un’opportunità di futuro migliore ai nostri ragazzi

1. I servizi di istruzione: Abbiamo due sale di studio in entrambi ostelli che i bambini usano per studiare. Il personale dell'ostello è sempre con loro per aiutarli negli studi. I bambini studiano e fanno i compiti per 4 ore al giorno. Forniamo anche altri servizi di sostegno allo studio.
Sostegno agli studi: Gli studenti soprattutto delle classi più elevate sono quelli che si avvalgono di tale strumento. Nelle scuole statali l’insegnamento è molto carente, e i nostri bambini provenienti da luoghi isolati e molto poveri hanno difficoltà a studiare per conto proprio. Pertanto l’aiuto del personale degli ostelli li aiuta molto a far fronte agli studi. Forniamo anche libri e altro materiale di studio come guide, ecc.
2. Rendimento scolastico: Siccome i bambini provengono da luoghi lontani e isolati il loro rendimento negli studi è mediocre. Ci sono molti fattori che impediscono loro di raggiungere il livello di altri studenti. Studi base deboli in fase iniziale, povertà, difficoltà ad apprendere un nuovo modello di studio, ecc. A dispetto di tutti questi inconvenienti però alcuni nostri ragazzi eccellono negli studi e altre in attività svolte sia a livello locale che nazionale.

Giochi e Sport a livello locale e nazionale

- Joseph Kujur ha rappresentato la scuola di Mannarghat al torneo di ping pong (under 14) presso Port Blair.

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- Rohit Lakra è stato selezionato per rappresentare le isole Andamane nel Lancio del disco in una  competizione a livello nazionale.
- Vincitori del torneo di calcio (under 14) dell’Isola, 8 nostri ragazzi facevano parte della squadra.
Calcio per le ragazze: Vincitori del torneo interscolastico dell’Isola delle scuole Wimberlygung, 13 delle nostre ragazze facevano parte della squadra.

3. Attività religiose e spirituali: La preghiera e le attività spirituali costituiscono parte integrante della vita quotidiana degli studenti negli ostelli. Gli studenti iniziano la giornata con la preghiera del mattino e recitano il Rosario tutte le sere. In entrambi gli ostelli ci sono 4 Piccole Comunità Cristiane. Recitano preghiere di gruppo il sabato. Le lezioni di catechismo si svolgono ogni domenica nei due ostelli. Gli studenti la domenica vanno alla Messa nella locale parrocchia. Durante I giorni feriali la messa si tiene in ostello. Partecipano anche a feste e novene organizzate dalla Parrocchia di Wimberlygunj. Essi prendono parte attiva nell'organizzazione della Liturgia ogni volta che gliene viene data l'opportunità.

4. Formazione umana: Uno degli obiettivi del centro di accoglienza è quello di formare buoni ragazzi, che diverranno buoni uomini. Istruzioni regolari sono date per quanto riguarda la pulizia, la disciplina, le buone maniere e di essere grati a Dio e agli altri per i favori fatti nei loro confronti. I ragazzi possono invitare persone esterne per dei colloqui. Soprattutto teniamo un programma di lavoro quotidiano di 45 minuti per creare in loro l'amore per il lavoro manuale.

5. Sviluppo della personalità: I bambini devono crescere nella fiducia in se stessi, riconoscere se ci sono in loro qualità di leadership e, soprattutto, sviluppare i loro talenti. Quindi per identificare i loro tesori nascosti e insegnare loro lo spirito competitivo vengono organizzati vari concorsi e altre attività extrascolastiche, ad esempio: dizione, poesia, pubblicità, quiz sulla Bibbia, balli di gruppo, cori di canto, canto solista e danza solista ecc.

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6. Giochi e sport: Recita un detto: “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo ottuso”. I bambini devono rimanere in buona salute e ritrovare freschezza in loro. Quindi giochi e sport sono parte integrante della loro vita quotidiana. A seconda delle stagioni si organizzano tornei di giochi al coperto o all’aperto: calcio, carambola e ping-pong.

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7. Giorno del direttore all’ostello maschile: Il 14 settembre è stato un giorno di gioia per gli ostelli. La giornata si è aperta con la celebrazione Eucaristica, con una liturgia molto significativa e preghiere speciali offerte per il direttore  Fr. Francesco Colaco. Questa è stata seguita da un breve spettacolo dei bambini ospiti dell’ostello. In questo giorno di buon auspicio è stata installata la statua del Venerabile Fr. Agnelo.

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8. La Giornata di festa dell’ostello femminile: L’ostello che ospita le nostre ragazze prende il nome da “Nostra Signora del Pilar”, il 12 ottobre, festa di Nostra Signora del Pilar, è stata celebrata la Giornata dell’ostello femminile. Attraverso una Santa Eucaristia tenutasi nel pomeriggio sono state invocate benedizioni dal Signore, Padre Kishore Surin nostro Superiore locale è stato il principale celebrante. Dopo lo spettacolo delle ragazze la giornata si è conclusa con la cena comunitaria.
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Conclusione: Rendiamo grazie a Dio per tutti i nostri sostenitori, per il loro contributo nella crescita di questi ragazzi. È il generoso sostegno di tutte le persone dal cuore gentile come voi che mantiene le nostre attività. Che Dio benedica voi e i vostri familiari e soddisfi tutti i vostri progetti e desideri. Vi ringrazio e vi auguro Buon Natale 2014 e un Prospero Anno Nuovo 2015.

Fratel Francis Colaco sfx
Direttore Ostello di Mannarghat

 

dal libano ottobre 2014

La situazione in Libano
La crisi politica continua, il parlamento non è riuscito ad eleggere un presidente e i deputati prolungheranno il loro mandato senza elezioni !!
La situazione della sicurezza è grave. Forze islamiste entrarono in Libano da Irsal (una città sul confine siriano) commettendo crimini in varie città. La loro battaglia con l'esercito libanese ha lasciato più di 15 soldati martiri, centinaia di feriti. Il ritorno delle milizie islamiste in Siria non ha risolto il problema perché hanno preso 22 soldati libanesi come ostaggi, ma loro dicono di averne sequestrati solo 7, e gli altri? Nessuna notizia. L’ISIS ne ha già ucciso alcuni. Le famiglie dei soldati prigionieri tra gli islamisti continuano a bloccare le strade per fare pressione sul governo libanese per fare liberare gli ostaggi scambiandoli con i criminali che si trovano nelle carceri libanesi perché hanno ucciso soldati libanesi negli anni passati. I genitori di questi soldati uccisi in passato e la maggioranza dei libanesi non accetteranno lo scambio.
Nel mese di luglio, una nuova guerra è scoppiata tra islamisti e Hezbollah sul confine Siria-Libano. Dieci hezbbollah sono morti e non si sa quanti tra gli islamisti.
In tutti i casi sono i poveri siriani e libanesi che pagano il conto per le guerre con centinaia di vittime, campi profughi, case bruciate, migliaia di emigranti nelle strade. Migliaia di feriti e affamati ...
In alcune città (Tripoli) alcuni manifestanti si dichiarano con l’ISIS, e richiedono il ritorno di Hezbollah dalla Siria e l’arresto degli aiuti al governo siriano.
Hariri è tornato in Libano con un miliardo di dollari, avuti dall'Arabia Saudita, per comprare armi per l'esercito libanese. In ogni caso si tratta di un acquisto di armi, vale a dire, la guerra continua.
Per quanto riguarda l’istruzione, la protesta degli insegnanti ha bloccato gli esami finali degli studenti. Gli insegnanti chiedevano migliori salari, ma i governanti dicono che lo Stato non ha i soldi. Hanno ragione perché i soldi li hanno fatti sparire loro ma nonostante ciò restano al loro posto!!. Alla fine il governo ha deliberato il diploma per tutti gli studenti sostenendo che gli insegnanti non hanno corretto i testi degli esami.
Le scuole iniziano in un clima di tensione. Lo strano è che le associazioni di stranieri e l’UNCHR (l’agenzia ONU per i rifugiati) offrono meno aiuti per i rifugiati, complicando ulteriormente la situazione e aggravando i problemi tra Siria e Libano (ad esempio, i siriani non possono pagare l'affitto delle case libanesi. Gli agglomerati e i campi non ufficiali diventano più popolati e fonte di movimenti islamisti e di armi) l’impatto diventa sempre più negativo e non c’è coesione sociale.
La sicurezza del Libano non può essere garantita. Non c'è un accordo politico o economico o militare. Per il momento c’è un minimo di sicurezza che dipende soltanto dall’impossibilità delle parti in causa di condurre una guerra in Libano. La violenza in Siria ha alimentato le tensioni settarie in Libano e ha sollevato timori che il paese ripiombi nella violenza di una guerra civile che in passato ha devastato il nostro paese per ben 15 anni.
Il governo dice che vuole creare dei campi profughi ufficiali sul confine e trasportare i rifugiati siriani in quei campi, lo dice ma non fa nulla al riguardo.
Nuovi profughi
La guerra in Siria continua e prende un nuovo slancio. Forze islamiste DAECH (Stato islamico in Iraq e Siria) continuano a uccidere coloro che non accettano la loro legge. In Iraq il DAECH ha invaso gran parte della terra e ucciso molte persone, specialmente i cristiani e di altre religioni non islamiche. Questi massacri hanno aumentato il numero di rifugiati in modo preoccupante. Molti di questi rifugiati sono venuti in Libano. Si parla già di un milione e mezzo di siriani e cinquantamila iracheni.
Questo grande numero di rifugiati crea gravi problemi per quanto riguarda la sicurezza e l'economia, in un paese dove il governo è in coma.
Nessuno garantisce i diritti di questi profughi, vivono in miseria. Nonostante il lavoro delle ONG e dell’UNHCR ci sono carenze infinite a tutti i livelli e, soprattutto per: alloggio, sanità e istruzione. Molti studi, indagini, valutazioni, e poco aiuto.
Il problema del declino dell’educazione
La grande preoccupazione sia per i rifugiati siriani, nonché per i libanesi è il calo della qualità dell'istruzione, perché le scuole sono diventate sovraffollate. I sistemi d’istruzione sono diversi. Il Ministro libanese della Pubblica Istruzione ha vietato l'ingresso dei rifugiati siriani nelle scuole pubbliche. Le scuole private sono molto costose. Inoltre c’è molta difficoltà a raggiungere scuole e centri sanitari per la grande distanza. Centinaia di migliaia di bambini siriani sono per le strade, e si cominciano anche a vedere in strada molti bambini libanesi.
La nostra missione
Sostenere la moderazione e proclamare la pace. Rifiutare coloro che illegalmente fomentano movimenti, religioni di odio e di estremismo, e liberare la religione dalla politica, questa è la nostra missione. Per questo noi lanciamo appelli ovunque per la pace e l'accettazione dell'altro.
Aiutare i poveri con le nostre piccole possibilità con la collaborazione di persone di buona volontà e con le associazioni di beneficenza e soccorso.
La nostra missione si basa sulla buona parola sugli sforzi dei volontari e delle persone di buona volontà. Che sofferenza nel vedere il mondo che spende miliardi di dollari per le armi e quasi nulla per le missioni di pace !!

Cerchiamo inoltre di fornire informazioni che possono aiutare i rifugiati in Libano per la loro sicurezza. Raccogliamo vestiti e cibo da distribuire alle famiglie.
Per quanto riguarda l’igiene: il problema più grave è la mancanza di acqua. Purtroppo a causa del malgoverno in Libano, sia l’acqua come l'elettricità, è un evento raro nelle nostre case. Possiamo vivere senza elettricità, come già una volta abbiamo vissuto, ma è impossibile vivere senza acqua. Per questo abbiamo fornito grandi serbatoi di acqua per i campi dei rifugiati e per alcuni ambienti dove le persone in difficoltà possono attingere quando non arriva acqua nelle case. In Libano quest'anno c'è un grosso problema di acqua. Non ha piovuto abbastanza. Speriamo che il prossimo inverno ci porti la pioggia.
Per il problema salute inviamo i pazienti negli ambulatori vicino ai loro agglomerati e ai loro rifugi. Medici volontari cercano di esaminarli. Ci sono molti pazienti che hanno bisogno di farmaci e operazioni. Ci sono persone che muoiono perché non possono entrare in ospedale, sì. Ma nessuno tocca questo tema, si parla solo dei morti a causa della guerra.
Per l'educazione e la ricreazione abbiamo organizzato un campo estivo la scorsa estate per i bambini rifugiati. Per quest'anno scolastico 2014 /15, non abbiamo avuto aiuti per il trasporto a scuola dei bambini siriani. Purtroppo, questi bambini rimarranno nelle strade! Aiutiamo coloro che vivono vicini alla scuola, offrendo istruzione gratuita.
Preghiamo per la pace ... ! Saluti a tutti, amici e sostenitori.


p. Abdo Raad

dalle Isole Andamane

Hostel Report
Fr. Agnelo Boys Hostel Mannarghat and
Our Lady of Pilar Girls Hostel Padauk Bagicha
Da novembre 2013 a marzo 2014

Un saluto a voi tutti dai responsabili e dai ragazzi di entrambi gli ostelli, la gioia, la pace e l'Amore del Signore Risorto sia con voi e le vostre famiglie. Siamo lieti di inviare una breve relazione di tutte le attività che abbiamo condotto per gli studenti, a partire dal mese di novembre fino marzo 2014. Come comunicato nel nostro ultimo rapporto di quest'anno abbiamo 78 ragazzi e 62 ragazze nei rispettivi ostelli. Hanno appena finito gli esami finali e iniziato il nuovo anno accademico. Nel complesso il risultato è buono, le classi X e XII sono ancora in attesa per il loro risultato.

  1. Attività accademiche: - ci sono studenti della classe III fino alla classe XII in entrambi gli ostelli. Diamo loro tutto l’aiuto possibile per proseguire i loro studi accademici. Lo studio degli studenti è monitorato dagli operatori dell’ostello. Gli studenti hanno quasi quattro ore di studio in ostello ogni giorno. a) Tutoraggio Lezioni: - Gli studenti, soprattutto delle classi superiori, data la complessità del corso, trovano difficoltà a studiare per conto proprio. Vengono fatte lezioni di sostegno agli studenti della classe VIII, IX e X. Il precedente rapporto mostra che gli studenti sono passati con buoni voti, dopo aver usufruito del tutoraggio degli operatori dell’ostello.

 

Altre attività ---- Picnic: Al fine di spezzare la routine tutti I ragazzi/e ospiti degli ostelli sono stati portati per una giornata in riva al mare. Il luogo scelto era Colinpur. I bambini hanno apprezzato molto la giornata a giocare con la sabbia e in acqua. Le loro gioia non aveva limiti.


 

 

 

 

 

Festa di Fr. Agnelo: L’ostello maschile prende il nome dalla figura del Santo ven. Fr. Agnelo. Il 20 novembre è il giorno dedicato a lui. In questo giorno i bambini ricordano p. Agnelo nelle preghiere. I bambini di entrambi gli ostelli vengono riuniti per commemorare questo giorno. La giornata ha avuto inizio con la Santa Messa alle 07:30 seguita da un programma di varietà culturale alle 11.am di seguito è stato servito il pranzo a tutti gli invitati e ai bambini degli ostelli. La giornata si è conclusa per I ragazzi con una partita di pallavolo e di kabbadi per le ragazze.
 
Celebrazione del Natale: Il 20 dicembre 2013 abbiamo festeggiato il Natale all’ ostello femminile Padauk Bagichea. Alle 18,00 tutti riuniti presso il presepe per la preghiera e, dopo questo momento di preghiera ci si è recati alla sala comune per un momento di festa. Per celebrare questo giorno si sono svolte gare di canti di natale e Tablo, sono seguiti giochi vari, quindi lo scambio di doni di Natale, ecc. Dopo sono stati distribuiti dolci e i vincitori delle gare e dei giochi sono stati premiati. La giornata si è conclusa con un’ottima cena.
Il 22 dicembre, si è  celebrata la festa di Natale presso l’ostello maschile Mannarghat. Il programma è iniziato alle 17:00 con competizioni di canti natalizi, recitazione, costruzione di stelle. Sono seguiti giochi ----- 15 partite sono state condotte, al termine dei giochi, la distribuzione dei premi ai vincitori, la giornata si è conclusa con la cena. I nostri bambini hanno preso parte ai concorsi organizzati dalla parrocchia di Wimberlygunj e hanno vinto il 1 ° premio in canti natalizi in coro e per voce sola.

Giochi e Sport:  Giochi e sport sono  parte delle attività svolte quotidianamente. Per un'ora al giorno. gli studenti giocano a calcio, pallavolo, badminton e cricket a seconda della stagione. Essi inoltre svolgono i giochi al coperto come carambola e ping-pong. Un torneo di cricket è stato organizzato durante questa sessione ed i vincitori sono stati dati premi. Un nostro studente dell’ostello cioè D. Vishal che faceva parte della Under 17, squadra della zona di Wimberlygunj, ha sparato la palla più veloce del torneo Car Nicobar i.e. cioè entro i 30 secondi.


 L'amore per il lavoro manuale: Come riportato nei precedenti rapporti, varie attività vengono fatte per creare nei ragazzi l'amore per il lavoro manuale. In quanto tali, sono tenuti a prendersi cura di maiali, galline, capre e piante. Essi provvedono anche anche alla pulizia della casa e dei cortili.

 


Il benvenuto alle suore del Pilar:  Si dice che quando Dio chiude una porta si apre un cancello. Dopo la partenza delle Suore Orsoline, le suore del Pilar si sono offerte di assumere l’impegno di gestire l’ostello femminile. Un caloroso benvenuto è stato dato loro. Che Dio le benedica abbondantemente.

Conclusione
A nome di tutti gli studenti vi ringrazio per il vostro sostegno e amore. È il vostro aiuto che ci fa  marciare in avanti nella cura di questi studenti. I nostri bambini pregano per voi ogni giorno durante Rosario. Sono davvero grati. Sanno che Dio non ali ha abbandonati, ma si prende cura di loro attraverso persone generose come voi. Che Dio vi benedica; continuate a sostenerci in qualsiasi modo possibile.

 

Fr. Francis Colaco Direttore degli Ost

 

Dal Libano

Dal Libano Padre Abdo Raad ci aggiorna sull’aiuto ai bambini siriani

 

Il sostegno del Centro Missionario di Novara è molto utile per assicurare a questi bambini l’educazione e la salute. E per salvarli dalla strada e dai pericoli diversi.
Questi piccoli bambini hanno avuto la chance di entrare a scuola. L’aiuto dato ha fatto una grande differenza nella vita di questi bambini, essi infatti possono usufruire di una giornata a scuola assistiti da educatori specializzati, trovano il caldo, l’insegnamento, il cibo e la gioia. Purtroppo vediamo con tanto dolore migliaia di bambini che restano esclusi dalla scuola. Il 70% almeno dei bambini siriani non frequentano la scuola. Rischiano tutti i pericoli della strada, del lavoro forzato, dello sfruttamento,… speriamo che le nazioni unite e quelli che hanno la possibilità facciano qualche cosa per questi bambini. Speriamo che i grandi criminali della guerra che si chiamano governatori di questo mondo, arrivino finalmente a un accordo per cessare il fuoco e fare in modo che la gente torni a casa sua.
A scuola questi bambini hanno la chance di partecipare alle attività educative e gioiose e di dimenticare per un tempo la loro miseria. Oltre all’assistenza fisica trovano anche una assistenza spirituale e psichica.
Avere questi bambini a scuola va oltre l’insegnamento. Una volta che si diventa responsabili di questi bambini, vuole dire essere responsabile di tutto per loro. Non basta accoglierli a scuola come altri bambini, ma bisogna pensare a tutti i loro bisogni. L’associazione Annas Linnas continua a portare cibo, materiale sanitario, combustibili ed altri aiuti concreti  per le loro famiglie che vivono in condizioni precarie.
La difficoltà più grande e quella dei problemi sanitari. Le medicine e gli ospedali costano tantissimo in Libano. Abbiamo dovuto bussare tante porte per  trovare aiuti medicinali per questi bambini e le loro famiglie. Alcuni di loro sono rimasti alcuni giorni fuori scuola a causa di malattie contagiose (scabbia). Abbiamo dovuto girare parecchio per trovare medici disposti ad andare a visitarli nelle loro agglomerazioni, per poi trasportarli nei presidii vicini, per le visite mediche continue. Abbiamo dovuto, infatti, curare tutti, piccoli e grandi, nelle agglomerazioni per arrivare alla guarigione dei bambini.
Il nostro impegno di scolarizzazione verso questi piccoli non è facile, perché è diventato un impegno che deve toccare per forza tutte le difficoltà della loro vita e della vita delle loro famiglie.
Ringraziamo, a nomi dei bambini beneficiari, il Centro Missionario di Novara e tutti gli amici per il loro sostegno. La vostra partecipazione sia in pensiero e preghiere, sia in aiuti economici era e continua ad essere molto utile.
Cordiali saluti pieni dei sorrisi infantili.
Padre Abdo Raad
Responsabile dell’Associazione Annas Linnas
e del Foyer De L’Amitiè

Zaale, 7 aprile 2014

 


I POVERI LIBANESI AIUTANO I POVERI SIRIANI

Carissimi amici del Centro Missionario di Novara, pace e bene, oggi, 17 marzo, ricorre il terzo anniversario della guerra in Siria. Che dolore! Dolore per i siriani e per i libanesi. Le principali notizie di questi giorni sono state: l'esercito siriano ha conquistato la città di Yabroud, una delle principali roccaforti dei ribelli nella provincia nord di Damasco in Siria.  Novantamila nuovi rifugiati in Libano, c’è stata un’esplosione nella Valle della Bekaa che ha causato quattro morti e circa un centinaio di feriti! Tutto ciò si aggiunge a milioni di rifugiati tra cui centinaia di migliaia di bambini che non hanno casa, sparsi in Libano e nei paesi vicini, tutti forzati a vivere una sofferenza immensa, per non parlare delle decine di esplosioni in Libano che hanno lasciato centinaia di morti, migliaia di feriti, e paura dappertutto. E questa non sarebbe la più grande catastrofe dei nostri giorni, infatti, se pensiamo al futuro, non vediamo altro che una generazione perduta, analfabeta, vittima delle violenze e delle guerre. La gente, e soprattutto i bambini, hanno bisogno di tutto. Di che diritti dobbiamo parlare? Il diritto all’istruzione? Alla salute? All’abitazione? Alla gioia? Sono tutti diritti prioritari. I bambini sono costretti non solo alla sofferenza e a restare senza educazione, ma anche allo smarrimento nelle strade, al lavoro minorile, a matrimoni precoci, o a dire la verità, ad essere venduti o a vendere se stessi. Bambini, e soprattutto bambine, lasciate allo sfruttamento di ogni tipo.
È una situazione di emergenza sì, ed è nello stesso tempo una situazione di solidarietà. Ma purtroppo gli aiuti restano pochi di fronte ai bisogni di persone che hanno perso tutto.
Da parte nostra come associazione “Annas Linnas” (Gli uni per gli altri) e con l’aiuto dei benefattori tra cui il vostro Centro Missionario, stiamo andando avanti a dare una mano ai rifugiati siriani e ai poveri libanesi che sono tornati più poveri ancora a causa della disoccupazione e della interruzione delle strade verso la Siria e i paesi del Golfo. Dobbiamo aiutare tutti per forza e per non creare discriminazione. Non possiamo in una scuola regalare vestiti a bambini siriani e non farlo ai libanesi, perché anche questi non li hanno. Non possiamo dare alimenti alle famiglie siriane e dimenticare i loro vicini libanesi, perché anche questi sono bisognosi, tanti di loro sono rifugiati da una trentina di anni e non hanno potuto ancora ricostruire le proprie case per farvi ritorno. Il nostro aiuto consiste nel portare i malati negli ospedali e cercare aiuti medici, registrare bambini nelle scuole e fornire il materiale didattico, distribuire alimenti, materiale di pulizia, stufe e combustibili…
I responsabili politici, oltre a bisticciare, rubare e accusarsi gli uni gli altri, perdono tempo e suscitano la collera della gente. La politica è divisa tra due poli, uno con le opposizioni in Siria, l’altro con il governo. Questa situazione paralizza il nostro paese. Abbiamo atteso dieci mesi per avere un Consiglio dei Ministri, un Consiglio che non riesce a decidere nulla, sottoposto al parere dei “signori della guerra” che continuano a litigare da tantissimi anni senza fare nulla per la nostra gente. Più del cinquanta per cento della popolazione è senza assistenza medica e senza pensione. L’elettricità viene erogata meno di 12 ore al giorno, l’acqua potabile non c’è, neanche quella per l’irrigazione. Nessun mantenimento delle strade né delle scuole né degli ospedali…
Per questo la presenza delle ONG è di grande utilità. Il loro lavoro deve essere organizzato con ONG libanesi e con il popolo sul territorio, perché i politici non sanno nulla di quello che accade. Nessuno di loro ha mai dormito a pancia vuota, tutti hanno i loro figli nelle scuole e università private o fuori del Libano, in poche parole, non sanno cosa vuol dire povertà. La maggioranza di loro accumula i soldi per poi comprare i voti dei poveri per arrivare al potere e usarlo nuovamente per corrompere.
Di fronte a questa situazione il mondo ha bisogno di voci profetiche che lancino appelli incessanti contro la violenza, che insistano sul rispetto degli altri, sul dialogo e sulla pace.
Il mondo ha bisogno di testimoni veri del Vangelo. Il mondo ha bisogno di preghiere e opere buone per liberarsi dal male e per ricostruire ciò che e stato distrutto nella pietra e nei cuori.
Infine in nome di tutti coloro che soffrono a causa della guerra, ringrazio lo staff del Centro Missionario e tutti i benefattori che da anni non hanno mai dimenticato i loro fratelli libanesi, a qualsiasi religione essi appartengano, in un Medioriente che cerca la via della vera pace in mezzo a tante sofferenze e sfide.
Chiediamo sempre al Signore della pace di darci la pace.
p. abdo raad 17-3-2014

 

BURUNDI - ITALIA

LETTERA  N,  299 DA DON CARLO MASSERONI

MIEI CARI AMICI,

                             arriveremo alla 300? Ho i miei forti  dubbi. Già questa mi richiede non poca fatica a stenderla, tanto più che scrivo sul computer del nipote Giampiero, a cui non sono per nulla abituato. Le idee ci sono in testa, ma non è facile metterle sul computer. La salute  perde quota. L'appetito è rimasto in Burundi, ma qualcosa bisogna pure mettere nello stomaco. La nipote Piera cuoca non sa più cosa prepararmi per vedermi mangiare con un certo gusto. E' chiaro che ormai a ogni settimana se ne va mezzo chilo. Aumenta la debolezza. Persino a celebrare la S. Messa mi costa e pensare che il parroco don Simone da un mese mi autorizza a celebrare in casa alle 8.30 in una sala ben riscaldata. Solo alla domenica celebro nella chiesetta alle.10. Mi viene in mente l'arciprete di Fontaneto dei nostri tempi, che ci accompagnò al Sacerdozio, don Antonio Merlo, Ricordo che ogni mattina, al termine della Messa, rientrando in sacrestia, faceva un inchino alla Croce e poi immancabilmente:."Queste sono fatiche, ragazzi". C'è di buono che non accuso dolori speciali, per cui di notte dormo e anche dopo pranzo mi riservo una siesta di quasi 2 ore. Ricevo parenti ed amici, ma le visite si sono diradate. Il nipote Gianpiero mi è vicino. Me lo vedo arrivare da Arona 2 - 3  volte alla settimana, per sentire come proseguo e portarmi qualche opportuno medicinale. E' una presenza che conforta, che ridona fiducia, come è del resto la visita inaspettata del dott. Luciano Pistocchini, amico dai tempi di Arona. So che è conosciutissimo, oltre che ad Arona, anche a Borgomanero. Per 2 anni lavorò in un ospedale del Kenya. Prende  visione di tutto il "mio  dossier", rilasciato ad Arona e a Veruno. Vuole persino visitarmi lui, pensionato, che gira sempre con gli strumenti necessari per il suo lavoro. Promette altre visite. IL FREDDO NON LO SENTO. Gli appartamenti diurno e notturno sono ben riscaldati. I nipoti hanno 2 caldaie a legna, che non manca in questa zona. C'è solo da abbatterla, tagliarla, portarla a casa e in questo i nipoti, Giuliano in testa, sono ammirevoli.

   GIOVEDì 14 ARRIVA NIENTEMENO  CHE IL VESCOVO EMERITO DI NGOZI, MONS. STANISLAO KABURUNGU. Viene da Brescia. Lo acccompagna l'amico don Angelo Ghitti, che da 2 anni lavora in una parrocchia bresciana, dopo essere stato in Burundi e in Congo. Fu mio curato a Rwarangabo negli anni 80 e poi fu mio parroco per 7 anni a Kiremba. Autista è Gino Bosio, che fu per lunghi periodi in Burundi a dare la luce a molte costruzioni di parroci e di suore. Mons. Stanislao fu nominato Vescovo a 33 anni, a quei tempi il più giovane della Chiesa. Lavorò per 33 anni in diocesi di Ngozi. A 66 anni presentò a Roma le dimissioni, che furono accettate. E' stato bello il ritrovarsi qui a parlare di Burundi e della nostra diocesi di Ngozi. Ed ecco un pomeriggio il caro don  Ciampanelli mi accompagna don Giuseppe Minghetti, Vercellese doc.E' con loro Mons. Roberto, emerito di Vicolungo. Don Giuseppe nel 1967 mi accoglie a Mivo. Con noi c'è don Facundo, un simpatico spagnolo. Alla loro scuola apprendo il francese e un po' di kirundi. Da don Giuseppe apprendo soprattutto i metodi della pastorale. Nel '72 don Giuseppe viene espulso dal Burundi, passa in Ruanda, che deve lasciare nel 1994 e va a finire in Bolivia. A causa di seri disturbi al cuore, ormai ottantenne, rientra nella sua Vercelli.

    Altra visita graditissima è quella delle 4 Suore Mariste, tra le quali c'è Suor Sebastiana, l'angelo custode, che nel 2000 mi accompagna da Rwarangabo a Bujumbura e poi con l'aereo di pronto soccorso mi segue fino a Nairobi, dove mi rimane al fianco fino al 22 luglio, giorno del rientro a Novara. Ho sempre per lei e per tutte le suore Mariste una infinita riconoscenza. So che le consorelle continuano a fare tanto bene a Rwarangabo e a Ngozi. Via Internet, ricevo una lunga lettera dal mio Vescolo di Ngozi, Mons. Gervasio. La leggo e la rileggo e mi commuovo. Rievoca la mia presenza in diocesi, la mia intesa e collaborazione con il Vescovo, con i confratelli. Naturalmente non dimentica il mio aiuto ai più bisognosi. Ricevo pure da Suor Stefania superiora delle 4 suore Ancelle sbarcate a Kiremba ai pirmi di novembre. Parla della calorosa accoglenza riservata loro dalla popolazione. Per ora si occupano dei bambini denutriti, dei poveri. Han preso visione dell'ospedale, dove non mancano problemi.

    ECCOCI  ALLA TRISTISSIMA DATA DEL 27 NOVEMBRE, SECONDO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SUOR LUCREZIA E DEL LAICO FRANCESCO. So che a Kiremba si è celebrata una Messa solenne, con processione molto raccolta al cippo-ricordo. Non sono mancati discorsi. Noi pure abbiamo celebrato alle 8.30 presenti ben 7 medici torinesi, giunti di buon mattino: Stefania, Patrik, Francesca, Valentina, Roberto, Ilaria, Silvia. Dei 7 quella sera solo la Silvia era presente ed è scoppiata in un pianto dirotto, quando rievocai gli eventi di quei giorni. Tutti ne sono stati coinvolti e gli amici torinesi si fermano fino alla 11. Oramai la Croce è quasi di casa per loro.

    IL NOSTRO DON MASSIMO MINAZZI E' RIAPPRODATO IL 13 SERA NELLA SUA PARROCCHIA DI KAMENGE. Si è buttato  subito negli impegni pastorali. Mi parla di un calo di presenze alle Messe  e anche ai Sacramenti. Purtroppo le sette fanno strage tra i cattolici e molti si lasciano abbindolare e se ne vanno, dando prova di una fede fragile, debole, superficiale o magari anche interessata. Specialmente i mussulmani scatenano una propaganda  spietata sui bus, nei bar, al mercato. Dove c'è gente loro sono presenti assicurando lavoro e soldi, una vita più dignitosa. Si teme una chiesa cattolica ridimensionata negli anni futuri. La situazione politica attualmente è tranquilla, ma nel giugno del 2015 ci saranno le lezioni politiche. Si respira già un'aria avvelenata. Deputati e senatori sono divisi. Parecchi di loro vorrebbero cambiare l'attuale Costituzione, che non consente un terzo mandato al Presidente. Il nostro NKURUNZIZA si sta battendo per un terzo mandato. Sarà un bene per il paese, per la popolazione? Si dice che tra le stesse persone al governo ce ne siano delle validissime. Pare che i vari partiti dell'opposizione vogliano fare un blocco unico per impedire il cambiamento della Costituzione. Chi vivrà, vedrà. C'è da pregare, perchè vi regni la PACE.

Miei cari amici, a voi, a  tutti i vostri familiari auguro un bel Santo Natale e 2014 sereno e in salute. Vi ho presenti nelle mie preghiere e vi affido tutti alla Madonna

                                   
                                                                        Vostro don Carlo

Croce, 8 dicembre, festa dell’Immacolata

 

isole andamane

Ottobre 2013 - Relazione dagli ostelli sostenuti dal progetto di sostegno a distanza


Dopo le vacanze estive i ragazzi sono tornati in ostello pieni di zelo e di entusiasmo, trovando i locali rinfrescati dall’imbiancatura. Abbiamo potuto vedere il sorriso sui loro volti, come sempre sono stati felici e pronti a riprendere le loro classi. Alcuni volti nuovi, un po' timidi e tranquilli. Quest'anno il totale dei bambini è 132. Abbiamo 78 ragazzi ospiti dell’ostello maschile “Fr. Angelo” e 54 in quello femminile “Our Lady of Pilar”. Il personale dell’ostello maschile compone di 2 sacerdoti, 2 operai e 2 cuochi. Nell’ostello delle ragazze lo staff è composto da 2 suore, 1 operaio e 1 cuoca. Lavoro di squadra per il benessere di questi bambini poveri e meno fortunati.

Il nostro scopo: ci sforziamo di dare una buona istruzione per formare bravi cristiani e ottimi cittadini

1 . Strutture scolastiche. Abbiamo apposite sale di studio in entrambi gli ostelli dove i bambini sentono che devono studiare, per tutto il tempo il personale dell'ostello è con loro per assisterli negli  studi. I bambini studiano per 4 ore ogni giorno, in aggiunta a questo mettiamo a disposizione altre strutture.

Tuition Facility - Gli studenti soprattutto delle classi più elevate sono quelli che si avvalgono di tale strumento. Nelle scuole governative non viene insegnato quasi, i nostri bambini provengono da luoghi remoti e hanno difficoltà a studiare per conto proprio. Pertanto queste lezioni aggiuntive di sostegno sono davvero utili per aiutarli a far fronte ai loro studi. Forniamo anche loro quaderni e altro materiale di studio.
 
2 . Rendimento scolastico: - Siccome i bambini provengono da zone remote il loro rendimento negli studi è nella media. Ci sono molti fattori che impediscono loro di arrivare fino al livello di altri studenti. Hanno basi di studio dei primi anni molto scarse, provengono da famiglie povere, faticano ad adeguarsi al nuovo modello di studio ecc. A dispetto di tutti questi inconvenienti alcuni nostri ragazzi sanno eccellere negli studi e ad altre attività svolte a scuola e a livello di inter- scuola.

Ostello maschile

Rendimento scolastico:
1. Anish Ekka 2 ° nella classe V
2. Dilip Bara 3° nella classe VI
3. Ajay Lakra 2 ° nella classe VII
4. Prakash Soreng 3° nella classe VII
5. Ashish Ekka 2 ° nella classe IX
 
Atletica leggera
1. Un Prabhu si è piazzato al 5 ° posto nella maratona organizzata da South Andaman Sports Association ed è arrivato 1 ° anche il nella gara di maratona organizzata dalla NCC a Mayabunder

Giochi e sport a livello inter-scuola under 14 e under 16
1. Prakash Soreng e Anish Ekka vincitori under 14 Tennis da Tavolo in coppia
2. Vincitore Jaswant Lakra under 16 T.T singolo.
3. Jaswant Lakra e Sanju Lakra secondi classificati under 16 TT in coppia.

Calcio under 14
Vincitori - Scuola di Manarghat . Sette dei ragazzi dell'ostello erano la parte della squadra.

Ostello femminile

Rendimento scolastico:
1. Anshu Ekka  2ª nella classe IX.
2. Monica Kujur 2ª nella classe X.
 
Giochi e sport:
1. Vincitrice Singolo Tennis da Tavolo ------- Manisha Kujur
2. Vincitrice Singolo T.T ------ Aruna Lakra
3. TT vincitrici in coppia ------ Aruna Lakra e Namrata
4. Badminton singolo seconda classificata ----- Aruna Lakra
5. Badminton vincitrici in coppia ------ Aruna e Namrata

3. Attività religiose e spirituali: - La preghiera e le attività spirituali costituiscono parte integrante della vita quotidiana dei bambini dell'ostello. Essi iniziano la loro giornata con la preghiera e la meditazione e tutte le sere recitano il rosario. In entrambi gli ostelli ci sono quattro gruppi di piccole comunità cristiane. Le preghiere S.S.C si svolgono il sabato. Le lezioni di catechismo si svolgono ogni domenica in entrambi gli ostelli. La domenica gli studenti vanno a Messa nella chiesa parrocchiale. Due volte a settimana ricevono l’Eucaristia. Prendono parte attiva nell'organizzazione Liturgica ogni volta che gliene viene data l'opportunità. Partecipano inoltre alle attività della parrocchia e della Diocesi.

 Karam Festival: - Quest'anno le nostre ragazze dell’ostello hanno partecipato alla competizione di danza Karam organizzato dalla parrocchia di Wimberlygunj vincendo il 3 ° premio

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Torneo di calcio: - I nostri ragazzi dell’ostello sono stati i vincitori del torneo di calcio intitolato a Giovanni Maria Vianney organizzato da un sacerdote diocesano in occasione della festa di san Giovanni Maria Vianney.

 

4. Formazione umana: - Si tratta di uno degli obiettivi del centro di accoglienza cioè formare bravi cristiani e ottimi cittadini. Così teniamo in entrambi gli ostelli lezioni di comportamento in cui si ricorda l'importanza della pulizia, della disciplina e anche dell’essere grato a Dio e agli altri per i favori che ricevono. Soprattutto nella tabella quotidiana 45 minuti sono dedicati a lavorare per creare in loro l'amore per il lavoro manuale.

5. Sviluppo della personalità: - i bambini devono crescere nella fiducia in se stessi, assimilare le loro qualità di leadership e, soprattutto, sviluppare il proprio talento. Quindi identificare dove eccellono e con spirito competitivo partecipano a vari concorsi e altre attività extra curriculari che vengono organizzati ovvero: dizione, poesia. pubblicità, recitazione, disegno, canto come solisti o in coro, Storytelling, balli di gruppo, e scenette sulla base di patriottismo, in occasione del giorno dell'Indipendenza, ecc.
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Giochi e Sport: - Da noi abbiamo un detto: “Tutto lavoro e niente svago, rendono Jack un ragazzo ottuso”. I bambini devono rimanere in buona salute e ritrovare la loro freschezza. Quindi i giochi e lo sport diventano parte integrante della loro routine quotidiana, per questo vengono organizzati negli ostelli tornei sportivi interni ed esterni a seconda delle stagioni.
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Il giorno deDSC02801l Direttore: - DSC02810

Quest'anno il 14 settembre i ragazzi e le ragazze degli ostelli si sono riuniti insieme per celebrare il Giorno del direttore della scuola locale di St Xavier. La giornata è iniziata con la celebrazione Eucaristica, una la liturgia significativa e preghiere speciali offerte per il direttore, p. Francesco Colaco. Il segno distintivo della giornata è stata la finale del torneo di calcio. La giornata si è conclusa con un programma culturale seguito da una cena comunitaria.

Conclusione: - Ringraziamo Dio per tutti i nostri sostenitori per il loro contributo nella crescita di questi ragazzi. È il generoso sostegno di tutte le persone dal cuore gentile che mantiene le nostre attività in corso e che le fa crescere. Che Dio benedica voi e i vostri familiari e vi aiuti a realizzare tutti i vostri progetti e desideri. Vi ringrazio e vi auguro Buon Natale e un prospero Anno Nuovo.
                                                                                                        

Fr. Francis Colaco,sfx
                                                                                                            
Direttore Ostelli

                                                                                                                
Manarghat

dal libano ai confini con la siria la testinonianza di Padre Abdo Raad
" SIRIANI IN LIBANO "

Abbiamo chiesto a Padre Abdo Raad, responsabile del progetto Foyer de L’Amitiè e dell’Associazione Annas Linnas in Libano, di aggiornarci sulla loro situazione e le ripercussioni del dramma dei profughi siriani nella società libanese.

Carissimi Don Mario, Claudia e tutti gli amici del CMD, pace e bene, grazie per il vostro interessamento, vi mando questo testo che ho scritto giorni fa sulla situazione dei profughi siriani in Libano. Giorni fa abbiamo cominciato a registrare i bambini a scuola per l’anno 2013-2014.

DA DON CARLO MASSERONI
Lettera N. 298 - 9/11/2013

Carissimi amici,

                           arrivo. Temo che questa sia l’ultima lettera che riesco ad inviare. I dolori si fanno sentire. Dopo gli esami del sangue e la ecografia, fatti in ospedale ad Arona, dai quali risultavano grossi problemi al reparto intestinale, il 16 il nipote Giampiero mi accompagna alla Clinica di Veruno, una clinica di avanguardia, a pochi chilometri da noi, a fare la TAC. Già nel luglio del 2000, dopo l’attentato, il bravo Prof. Pia mi condusse nel sotterraneo dell’ospedale di Novara e mi fecero la TAC, soprattutto alla testa. Ebbene a Veruno la TAC rivela la presenza da anni della epatite C, che sta distruggendo il fegato. Non è possibile alcun intervento chirurgico. C’è solo da sperare che il male proceda lento negli anziani, come mi assicura il geriatra Federico Gariglio di Torino. Quale futuro? Non ci penso. E’ Lui che ha in mano la vita e la morte di ciascuno di noi. Sono sereno. Ogni mattina nell’iniziare una nuova giornata mi affido al Signore, e Lui ci pensa giorno dopo giorno. La cosa positiva, che stupisce un po’ tutti, è che in 4 settimane non perdo che mezzo chilo. E in questa ultima settimana aumento persino di oltre un chilo, il che stupisce non poco. Merito della nipote Piera, la cuoca della famigliola? Il marito Giuliano ne è certo. E allora va ringraziata. Ringrazio anche l’altra nipote Ernestina. Da quando si è fatto sentire il freddo, sia pure leggero, le nipoti si preoccupano di tenermi al caldo di giorno e di notte. Sono proprio stra-fortunato a vivere in un ambiente veramente “caldo”. A due passi c’è il nipote Carlo, professore in pensione, sempre disponibile per eventuali spostamenti. Che il Signore ricompensi tutti. Dico a tutti un bel grazie.
Il 13, domenica,  celebro qui nella nostra chiesetta alle 10 e poi Giuliano mi accompagna a Fontaneto, dove alle 11 concelebro con il nostro Vescovo Mons. Franco Giulio Brambilla, venuto ad aprire l’anno alessandrino, che cadrà nell’agosto 2014. Patrono della nostra parrocchia è Sant’Alessandro martire, le cui reliquie sono giunte da Roma 150 anni fa. Il Vescovo è al corrente del mio stato di salute e ha fraterne parole, per ravvivare la mia fede e la fiducia in Dio e nella preghiera di tante anime. Il 19 si tiene a Oleggio la Veglia Missionaria. Avrei dovuto portare la mia testimonianza, ma il freddo e l’ora tarda me lo sconsigliano. Martedì 29 don Bandera Mario, direttore diocesano del Centro Missionario, don Massimo Minazzi ed io ci spingiamo fino a Rho, verso Milano. E’ un viaggio per me un poco pesante, ma ne valeva la pena. Dal rientro dal Burundi  desideravamo incontrarci con il nostro Vescovo emerito, Padre Renato Corti, che ebbe per noi missionari un amore particolare, concretizzato in visite, in corrispondenze paterne. Alle 11 siamo nella grande casa dei Padri Oblati, che ospitano P. Renato. Subito la conversazione si fa molto interessante, sui rapporti del Vescovo con i suoi preti e il rapporto tra i preti. P.Renato non accusa il distacco dalla nostra diocesi. Si butta nella predicazione, corsi di esercizi spirituali ai preti, alla Suore e poi c’è tanta gente che ricorre a lui per consigli. Ha le giornate piene e si trova benissimo in comunità con i Padri Oblati. Chiedo un colloquio personale, gli parlo della mie condizioni fisiche, di una certa paura del futuro. P. Renato mi incoraggia, mi consiglia di affidarmi al Signore. Ogni mattina, all’inizio della giornata, mi invita a pronunciare al Signore il “mio eccomi” e procedere contento. Alle 12.30 pranziamo con i Padri, una quindicina. Ci invitano a dire qualcosa del nostro lavoro missionario svolto in Burundi. Alle 13.45 si riprende la via del ritorno, riconoscente a Dio di questo incontro. Ringrazio pure i 2 cari amici, specialmente l’autista Don Massimo.
   Ogni mercoledì la nipote Ernestina scende a Bellinzago dalla zia, la mia sorella Giuseppina, ormai vicina ai 93, ricoverata da un paio d’anni alla “Casa Protetta”, dove è seguita con tanta premura. Approfitto, mi unisco ad Erne, partendo verso le 10.30. Mi riconosce sempre, anzi manifesta la sua gioia nel rivedermi. Erne la aiuta a mangiare e poi verso le 13 la salutiamo e rientriamo. Pure altre nipoti sono vicine alla zia e la aiutano volentieri. Succede, sia pure raramente, che Internet si blocca. Ebbene in famiglia abbiamo un super-tecnico, il pronipote Paolo, che lavora in una società americana di computer con sede a Milano. Paolo mi risolve ogni problema. La società ha tanta fiducia in lui che lo lascia lavorare a casa. Ogni tanto se ne va all’estero. E’ prossima una settimana in America, inviato dalla ditta. Auguri, caro Paolo, e un bel grazie! Proseguono le visite di parenti e di amici. Ci fanno piacere! Ma, a dire il vero, amiamo le visite piuttosto brevi. E ci spiace che alcuni si sottopongono a viaggi interminabili. Un sabato mattina mi vedo arrivare da Verona l’Ing. Giorgio Mariga e la moglie Luciana, conosciuti a Kiremba, e da Cremona Paolo Carini, un carissimo amico da oltre un decennio. Il 30, mercoledì, alle 8.30, uscito dalla sacrestia, scorgo 3 volti noti. Mi domando come siano potuti arrivare fin qui di buon mattino da Torino. Al termine della Messa li abbraccio. Sono Ilaria, Patrik e Stefania. Mi assicurano che giunsero la sera a Borgomanero, dove passarono la notte da un amico. Al caldo in casa chiacchieriamo fino alle 10.30. Ilaria e Stefania alle 14 avrebbero ripreso il servizio tra i malati ad Asti, mentre Patrik è alla ricerca di un lavoro. La loro è una visita inattesa, ma graditissima.
   Domenica 3 siamo tanti in casa dei nipoti Carlo e Antonella. Siamo ben 15 a festeggiare i Carlo e Carolina e Carlotta, le figlie del Giampiero. E’ un bell’incontro di famigliari. Non manca la gioventù a tenerci allegri. Lunedì 4 c’è la bella sorpresa. Dal seminario di Novara arriva a concelebrare don Francesco Ciampanelli, un’amicizia fraterna iniziata nel 1943 in seminario ad Arona. L’accompagna il chierico Matteo di Grignasco, ormai in terza teologia. Non vi dico quanto sia solenne la S. Messa con canti e parole di don Francesco, che è un autentico animatore. Lo dimostrò in Burundi, in Venezuela, in Perù e lo dimostra da alcuni anni nelle parrocchie novaresi, dove celebra di domenica. Il San Carlo del 2013 non è da dimenticare e ne sono grato a don Francesco e a Matteo. So che sono tornate a Kiremba le Suore Ancelle: una bresciana, un croata e 2 ruandesi. Per 3 mesi è con loro la Madre Vicaria Carmela. Siamo presenti con la nostra preghiera, perché possano compiere tanto bene. Le affidiamo allo Spirito Santo e alla Madonna. E’ pure tornato il caro Nicola Bonvicini, presente, come sempre, nelle corsie dell’ospedale. Si fermerà fin verso Natale. Ieri, venerdì 8, don Massimo è qui e concelebriamo. Poi ci facciamo l’ultima chiacchierata. Prende l’aereo mercoledì 13 ed io gli auguro di continuare a fare tanto bene nella parrocchia di Kamenge con la comunità dei Padri Saveriani. Io proseguo la mia vita missionaria con la preghiera e con le varie sofferenze che mi accompagneranno in questi mesi. Grazie al biglietto aereo di ritorno in Burundi, che conservo, spero che il Signore mi doni, quando sarà l’ora, un passaggio per il Cielo. Miei cari amici, vi ho in cuore e vi affido tutti alla Madonna. Vi auguro ogni bene, salute, lavoro e tanta serenità, nella fede e nella pratica cristiana. Un fraterno abbraccio! Vostro d. Carlo.

Croce di Fontaneto d’Agogna, 9 novembre 2013

DALLA MONGOLIA
Carissimo Don Mario,
Con un po' di sorpresa ho saputo dell’avvicendamento ai vertici di Missio del nuovo direttore; al milanese don Gianni Cesena è subentrato il napoletano don Michele Autuoro.  L’anno prossimo ci sarà il convegno missionario nazionale?  (ti ricordi Bellaria??  Fu il nostro primo grande campo di battaglia…). Qui tutto bene. Si lavora …con calma…siamo a quota 903 battezzati….(non sprechiamo l'acqua…da queste parti).  Ci stiamo preparando per I 25 anni della presenza della chiesa cattolica nel paese di Gengi Kan (2017) con qualche programma pastorale da suggerire al vescovo.
Anch'io ho avuto qualche problema di salute.  Sono stato in Korea per un'operazone di ernia alla schiena ma adesso sembra andare meglio (che ospedali da quelle parti e sopratutto ospedali cattolici…) Ringrazio Dio che abbiamo un Papa deciso e con idee chiare e speriamo tenga duro per un po'. Bene caro Don Mario, ti auguro di star bene e di continuare le tue calorose battaglie su diversi fronti sperando di vederti ancora da queste parti. Un saluto e un abbraccio, padre Ernesto Viscardi.

 

DAL TOGO

PADRE SILVANO GALLI

Cari amici,
Questa volta non è una cronaca di Kolowaré, ma una paginetta che ci aiuta a far memoria dei nostri cari, in compagnia di due saggi africani: Amadou Hampaté Bah e il poeta Birago Diop. Per questi saggi la morte non fa paura perché... non esiste, è solo un trasloco, e coloro che ci hanno lasciato sono sempre con noi. Dobbiamo solo avere occhi per vederli. Un grande abbraccio.
 
Silvano Galli - Kolowaré
B.P. 36  - Sokodé  (Togo)
T.00.228.24451012 - 00.228.90977530
www.split.it/noprofit/koloware/ <http://www.split.it/noprofit/koloware/>

Come ci ricorda Papa Francesco il legame con i nostri cari, passati all'altra riva, è indissolubile, e continua nell'altra vita, è unione spirituale che nasce dal battesimo e che non può essere spezzata dalla morte. All'inizio di questo mese in cui la chiesa ci invita a far memoria dei nostri cari, vi propongo lo sguardo che l'Africa ha sulla realtà della morte. Sono alcuni pensieri del grande Amadou Hampaté Bah, e qualche proverbio kotokoli. E poi un testo poetico di Birago Diop, sui Morti
che non sono mai morti. La vita è un cammino tracciato davanti a te: dal ventre della madre al ventre della terra.

Padre Silvano , ci ha inviato una scheda sulla "Manioca, Gari, Tapioca" Risorse di Kolowaré.

DAL MALI

Da: "sr.Myriam Bovino" <bovinol@yahoo.fr>


Carissimi, ho visitato il sito del CMD, cosi mi sono aggiornata sulla vita di famiglia della diocesi novarese. Mi spiace di non poter accedere con la stessa facilità all'azione. Io collaboro poco, anche perché scrivere é una difficoltà. Ringrazio che qualche volta stimolata da altri ho potuto collaborare? Colgo l'occasione per ringraziare del vostro lavoro fatto per tutti noi nel silenzio e nella fede. Vi auguro ogni bene, un abbraccio a tutti voi, Pregate per la PACE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
suor Myriam Bovino

 

 

Report dall’ostello
Ostello maschile di Mannarghat “Fr. Agnelo” e
Ostello femminile di Padauk Bagicha “Our Lady of Pilar”
Nov 2012 – Apr 2013

ISOLE ANDAMANE

 

 

DAL BRASILE

Progetto:“Casa Mamãe Margarida”
Responsabile: Suor Lucia Barreto
Rua Duque de Caxias 296

69020-140 Manaus
AM. Brasil Quota annua: EUR 200,00

La Casa “Mamãe Margarida” sorse a metà degli anni ’80 nel quartiere periferico São José Operaio do Aleixo a Manaus, capitale dell’Amazzonia, in Brasile, per opera delle religiose salesiane, coordinate da Suor Giustina Zanato che ne è rimasta alla guida fino al febbraio 2013, ora la responsabile della Casa e del progetto è suor Lucia Barreto. L’obiettivo della struttura è quello di assistere i minori e promuovere la loro crescita educativa e professionale affinché possano vivere con dignità nella propria famiglia e inserirsi con competenza nella società e nel mondo del lavoro, con particolare riguardo alle ragazze del quartiere, tra cui alcune ragazze madri giovanissime, che vivono una situazione di disagio familiare e sociale. L’opera di sostegno è orientata non solo al mantenimento della struttura che, attraverso attività di studio e di lavoro recupera i minori da una situazione di disagio, ma rappresenta anche un incentivo per la crescita dell’intera comunità della zona. L’azione di quest’opera si estende su un’area immensa dell’area Amazzonica, dove gli stessi problemi sono ancor più accentuati, e dal 2008 si è aggiunto il progetto “Menina Feliz” (Bambina felice), che assiste le bambine violentate e abbandonate delle cittadine sparse in quell’area, quindi l’intervento delle suore necessita maggiormente un sostegno da parte nostra.

(aprile 2013)

 

DAL MOZAMBICO

Suor Giustina Zanato già missionaria salesiana in Amazzonia-Brasile, è partita per la capitale del Mozambico Maputo per aprirvi una nuova esperienza missionaria. Auguri da tutto il centro missionario diocesano.

La prima e-mail di Suor Giustina dall'Africa
Caro Don Mario, Ho ricevuto i vostri auguri pasquali e vi ringrazio.   Qui in Mozambico sono già stata a visitare tre comunità delle suore FMA e ti assicuro che i segni della guerriglia hanno lasciato delle vere e proprie ferite in tutto il Paese. C'è ancora qui una suora salesiana della prima ora, di Milano che ha 96 anni... lucidissima e che solamente parlare del periodo della guerriglia piange e si commuove. Anche suor Maria Luisa Spitti, di Verbania che è in Mozambico da tanti anni, ha delle belle storie da raccontare. Per ora ti dico che scriverò più avanti per raccontarti com'è la realtà in questa parte del mondo.
Ciao e saluta tutti gli amici del CMD. Buona Pasqua suor Giustina Zanato

 

DAL SENEGAL

 

UN SORRISO PER BOUBAKAR
In un libro la vita, le gioie e le speranze della volontaria laica Celestina Fortina

La volontaria laica novarese Celestina Fortina, che lavora in Senegal da più di vent’anni in un progetto del Centro Missionario Diocesano di Novara, a servizio dei lebbrosi e della promozione umana e sociale delle fasce più emarginate della popolazione della periferia di Dakar, ha raccolto e pubblicato in un libro dal titolo: “Un sorriso per Boubakar” quello che in questi anni è andato sedimentandosi nel suo animo.( clicca qui la presentazione del libro a cura del Direttore)-

aprile 2013

BRASILE - ITALIA

DON LORENZO TORI UN PIONIERE DELLA MISSIONE DIOCESANA IN BRASILE - A PAULO AFONSO IN BRASILE A 40 ANNI DI DISTANZA E’ PIU’ VIVO CHE MAI IL SUO RICORDO

 

 

DAL MADAGASCAR

 

Notizie dai coniugi Villa - Elisa, Goffredo e la piccola Gemma, che sono partiti, dopo la Veglia Missionaria di Intra del 2012, per il Madagascar.

Carissimi Amici,
Pasqua è ormai passata da alcune settimane e qui tutti si preparano alla Pentecoste e al pic-nic di Pentecoste.Pasqua viene vissuta con grande devozione
e preghiera, la chiesa nei giorni del triduo è colma come alla domenica. Ciò che si percepisce è un forte senso di comunità cristiana che vuole unirsi sia nella preghiera che perchè no, in un momento di grande socialità ed incontro.

in allegato lettera (9/5/2013)

 

DAL TOGO

Lettera di Padre Silvano Galli
"Per uno sguardo nuovo, intriso di speranza, sulla realtà che ci circonda. La Pasqua ci ricorda che Dio non abbandona mai l'uomo, quale che sia la sua condizione,
perfino quando egli crede di non aver bisogno di lui e di farne a meno." clicca ....le ultime notizie dal Togo aprile 2013

Lettera  N. 297 da DON CARLO MASSERONI

  Miei cari amici,                                                                                                
                                 arrivo! Più che una lettera, questa è una breve conversazione tra amici, nel desiderio di dare loro le ultime notizie in un clima di fraterna confidenza. Arrivo a casa la sera del 16 settembre dopo un viaggio molto tranquillo in compagnia di don Massimo Minazzi, che mi è stato di grande aiuto, il mio “porta borsa”, con lunghe conversazioni confidenziali. Parecchie persone sono ad attendermi all’aeroporto. Mi trovano piuttosto magro. Passo dalla sorella alla “Casa Protetta” di Bellinzago. Mi riconosce subito e la trovo in discreta salute, anche se costretta al letto.  Alle 18 celebro la S. Messa nella chiesetta della Croce e così rivedo quasi tutta la comunità. L’indomani mattina, i nipoti, che mi ospitano, vogliono mettermi  su di una pesa. Negli ultimi 40 giorni di vita a Kiremba persi 6 -7 chili. Il nipote Giampiero medico era convinto che fosse dovuto alla preparazione del giubileo, alla preoccupazione del rientro. Mi raccomanda riposo e fedeltà ai pasti. Obedisco, mi riposo, le nipoti non mi lasciano proprio mancare nulla. Il 1/9  mi ripesano ed ecco la sorpresa. Nel giro di 15 giorni esatti perdo altri 3 chili. Lo comunico a Giampiero, che mi preleva il sangue per gli esami vari. I risultati sono piuttosto pesanti, ma non mi dice nulla per 2 giorni.. Giovedì 3 ad Arona il dott. Cairo mi sottopone ad un’accurata ecografia, che conferma le mie condizioni precarie di salute: seri problemi intestinali. Un intervento chirurgico non è possibile e allora non c’è che da attendere. Giampiero mi raccomanda di vivere alla giornata ed è quello che cerco di fare. Per ora non accuso dolori, mangio, dormo di notte.
   Miei cari amici, ho mille motivi per ringraziare la Provvidenza. Dio è grande e ci vuol bene. Non voglio fare bilanci della mia vita, dei miei 88 anni, 42 trascorsi in diocesi di Novara e 46  in diocesi di Ngozi in Burundi. I bilanci li farà il Signore, quando ne sarà il momento. Lui sa tutto e sa premiare o punire. Ma Papa Francesco continua a dirci che Dio è Infinita Misericordia e quindi niente paura. L’ora del “ritorno a Dio” giunge per tutti ed io sono contento che Lui mi ha mandato un preavviso, che mi consente una preparazione adeguata. Spesso ci si dimentica che siamo ospiti, forestieri su questa terra. Vi ringrazio, amici, del bene che mi avete sempre voluto e che mi volete. Grazie per quanto avete fatto per quei nostri fratelli, che fino a poco tempo fa speravo di rivedere, per continuare a dare loro un aiuto spirituale e materiale. Il nipote Giampiero, dopo avermi comunicato quel  giovedì 3 la reale situazione del mio fisico, mi pone la domanda:” Zio, come la metti con il Burundi?”. Pronta la mia risposta:” Non voglio tornare giù ed essere di peso”. Sono abituato ai distacchi e non mi preoccupa, almeno per ora, il distacco anche dalla vita terrena.  Un grazie specialissimo va a don Massimo. Se sono qui alla Croce, lo devo a lui, voce della Provvidenza. Ridiscenderà a Kamenge il 13 novembre e so che continuerà a svolgere con entusiasmo e generosità il ministero. Sento la presenza del Signore e della Madonna, contento di dare più spazio nelle giornate alla preghiera. Sento, cari amici, la vostra presenza fraterna. Grazie!
   Sabato 5 trascorro una giornata meravigliosa. Dalle 10 alle 16.30 abbiamo ospiti ben 9 medici Torinesi, che si sono susseguiti a lavorare dai 6 mesi e oltre nell’ospedale di Kiremba. Non vi dico l’atmosfera festosa, che abbiamo respirato. I loro nomi? Ilaria, Patrik, Roberto, Valentina, Silvia, Alberto, Francesca, Federico, Stefania. Arriva anche il nipote Giampiero, che fa loro vedere i fogli con i risultati degli esami. Ore belle, condite di ricordi, di un periodo prezioso per la loro professione, di un’amicizia nata a Kiremba nei reparti dell’ospedale e che prosegue, che va oltre il tempo. Non manca un pranzo famigliare che le nipoti preparano, contente di avere ospiti persone qualificate, simpatiche, semplici, amici dello zio. Non manca un momento di preghiera. Ci salutiamo con un abbraccio affettuoso, che ci accompagnerà a lungo. Grazie, miei cari amici indimenticabili. E lunedì 7 al mattino presto mi vedo arrivare don Michele e don Gianluca nientemeno che da Brescia. Don Michele trascorse ben 6 anni con me a Kiremba, anni  di intesa fraterna nel ministero,  condita da qualche  discussione  calcistica, essendo lui un “patito milanista”. Ora è parroco di una bella comunità in diocesi di Brescia. Don Gianluca fu a Kiremba nel mese di agosto del 2006 come chierico. Medico, specializzato in geriatria, a 35 anni decide di entrare in seminario. Vuole essere medico di anime. Ricevuto il Sacerdozio, lavora tra la gioventù di 3 parrocchie nella città di Brescia. Ed ora 2 notiziole che arrivano da Kiremba. La dott. Silvia Storato  rientra a Verona, richiamata dal suo professore Concia, saputo che era rimasta l’unica “mosca bianca” a Kiremba. In questi giorni arrivano le Suore Ancelle: una bresciana, una croata e 2 o 3 ruandesi. Riaprono la casa di Kiremba dopo quasi 2 anni. Le accompagniamo con tanta preghiera e con l’augurio di fare tanto bene ai piccoli e ai grandi, specialmente alla gioventù. 
   Vi ripeto, cari amici, che sono sereno fino in fondo, preparato agli eventi che si susseguiranno. Il Signore non ci abbandona. Mi affido tanto alla Madonna, sgranando lungo la giornata la corona del Rosario, riflettendo sui vari misteri. Durante i miei 64 anni di sacerdozio in Italia e ancor più in Burundi aiutai tanti cristiani giovani e anziani a prepararsi “al grande ritorno a Dio”. Sono prete e dovrei aver paura a compiere il passo, per entrare nella vita eterna? Sono circondato da persone, che mi vogliono un mondo di bene. Ho una schiera di nipoti e pronipoti, disponibili, specialmente i pensionati,  agli spostamenti, ad ogni mia necessità. Ho i nipoti che mi ospitano,  Giuliano e Mauro superlativi. Non parliamo dell’ Ernestina e della Piera, veramente meravigliose, premurose, felici di avermi e di vedermi leggermente più colorito. Al martedì mattino, prima della colazione, salgo sulla pesa. Stamane stupore e gioia per Erne e Piera e per tutti: non ho perso nulla negli ultimi 7 giorni. Poi c’è il nipote dott. Giampiero, che per me, e penso per tanti malati ad Arona, è una sicurezza. Non dimentico don Simone, il mio parroco, che mi sta seguendo con affetto fraterno e con spirito sacerdotale.  Cari amici, mi congedo, ma siate certi della mia preghiera per voi tutti, per i vostri cari. Teniamoci uniti in un abbraccio di fede e di speranza.   Vostro con Carlo
   Croce di Fontaneto d’Agogna (NO), 8 ottobre 2013
      Per telefonarmi fate questo numero: 0322-89575   

Lettera N. 296    da Don Carlo Masseroni
            Kiremba, 28 agosto 2013                                                     

                  Miei cari amici,nella vita non mancano gli imprevisti. Nel mese di luglio il nostro don Massimo mi informa che prolunga di 3 anni il suo servizio missionario con i Padri Saveriani. Ne sono contento per lui, che so stimato, ben voluto e carico di zelo apostolico. Mi comunica pure che a metà settembre rientrerà per un po’ di vacanza. Ne ha pieno diritto e tanto bisogno. Domenica 11 verso sera è qui da noi. Riparte il mattino di lunedì. Ci facciamo una bella e lunga chiacchierata. Accetto il suo consiglio di rientrare con lui, che si fermerà per 2 mesi. Tornerà giù il 13 novembre. Ed io? Non voglio ipotecare il futuro, che è nelle mani di Dio. Ho voglia di riabbracciare la sorella Giuseppina alla “ Casa Protetta” di Bellinzago. Mi assicurano che sta benino con i suoi 92 anni.  Sono contento di rivedere la vasta parentela, specialmente nipoti e pronipoti e anche gli amici. Del resto manco da oltre 4 anni. Risiederò alla “ Loc. Croce, N. 5 – 28010 Fontaneto d’Agogna (NO)”  tel. 0322-89592, presso le nipoti Ernestina e Piera con i nipoti Giuliano e Mauro, tutti contenti di riavermi. Ci vogliamo bene e sono certo che mi sentirò a casa mia. Erne ha due figli sposati:  Paolo ha 2 bambini, mentre Simona ne ha 3 e penso proprio che i bimbi mi faranno ottima compagnia nelle giornate libere dall’asilo e dalla scuola. A 2 passi abita la cognata Rita con il figlio Carlo e la sua bella famiglia. Inoltre quelli della Croce, della Ca’ Bianca e Cascinetto sono tutte persone amiche. Si partirà il 15 settembre alle 20 e lunedì 16, alle 15, salvi imprevisti, saremo alla Malpensa. Non mancherà di venire il nipote Angelo Moia di Romagnano a prelevarmi, reduce da un’impresa eroica. Angelo, prossimo ai 67 anni, e l’amico dott. Lorenzo Del Boca, per 15 anni presidente dell’ordine dei giornalisti italiani, il 12 luglio partono a piedi dalla cattedrale di Carterbury  e percorrono ben 1024 chilometri, attraversando un  pezzo dell’Inghilterra, il canale della Manica in nave, e poi tutta la Francia e la Svizzera fino al Colle di San Bernardo, dove vi giungono il 19 agosto nel pomeriggio. Il 20 rientrano a Romagnano in treno e in pullman. Mi scrive che sarà alla Malpensa. Sosteremo a Bellinzago dalla sorella, si proseguirà verso la Croce, dove spero di poter celebrare la S. Messa. Lo so che andiamo verso l’autunno. I nipoti mi assicurano che il freddo si combatte meglio del caldo. Spero di non avere grossi problemi ad adattarmi al clima. Vi assicuro, amici, che non mi fu facile decidere per il rientro. Ora sono sereno, convinto che sia un’ottima cosa. Ringrazio don Massimo, che mi ha aiutato con pazienza e con tanta carità, lasciando la porta aperta verso il Burundi. Gli eventi diranno chiaro quale sarà la scelta migliore. Ed io sono disponibile a chiudere o a riaprire. E’ chiaro che qui confratelli, medici, infermieri, parrocchiani si augurano un mio ritorno. Dico a tutti che pure io lo desidero…e poi sarà quel che Dio vorrà. Gli anni ci sono, ma la salute regge bene e poi l’aria della Croce e l’affetto dei miei cari mi rinforzeranno. Qui ho 11 medici, che mi tengono d’occhio. Affido tutto alla Madonna.
   Martedì 6, dopo 3 anni di esilio, rientra Agathon Rwasa, capo del Fronte Nazionale di Liberazione, partito all’opposizione. E’ originario di Kiremba della succursale di Ciri, dove vive tuttora la mamma anziana e quasi cieca. Lui ora vive nella sua casa a Kiriri- Bujumbura. L’8 i musulmani chiudono il Ramadan, il loro mese di digiuno. Da alcuni anni il governo ha incluso la giornata come festa civile. Notiamo che a Kiremba, come temiamo sia altrove, i musulmani sono in forte aumento. Soprattutto i giovani vengono convinti dai capi, che promettono loro lavoro, soldi e inoltre la possibilità di prendersi anche 2-3 mogli. Ed eccoci al lieto evento in parrocchia. Il 9 alle 21.15 la mucca partorisce un bel vitello. Dopo una settimana alcuni vengono ogni giorno a comperare il latte, che pare sia abbondante. Fra pochi mesi il proprietario della mucca verrà a prendersi il vitello e la parrocchia attenderà il secondo parto, per tenerselo. E in seguito restituire la mucca. Verso sera del 9 giunge don Angelo Ghitti, bresciano, che fu parroco di Kiremba per 11 anni. Ora svolge il ministero nella parrocchia di Quinzano. Rivede i tanti suoi amici. Tuttora in pieno possesso  del kirundi, ci aiuta nel ministero. Alla domenica celebra qui al centro. Dal 19 al 24, con l’aiuto dei preti del settore, si fa il giro delle succursali e si chiude con il centro, per le confessioni, con la S. Messa  ed un’istruzione sulla fede. Del resto siamo nell’anno della fede. Il giubileo è soprattutto risveglio della pratica cristiana, è ritorno al Signore. Don Angelo rientra il 2 e noi lo ringraziamo per le settimane trascorse con noi, dandoci un bell’aiuto e facendomi compagnia.  Sapete che sono l’unico prete “bianco” in diocesi di Ngozi? Quando giunsi nell’ottobre 1967  la diocesi contava 90 preti: 70 europei, Padri Bianchi e Fidei donum”, e 20 preti locali. Attualmente i preti sono quasi 100 e sono tutti locali, la maggior parte giovanissimi. Nel giro di 4 anni il seminario ne sfornerà altri 28. Quale contrasto con la nostra diocesi di Novara e le altre del Piemonte e dell’Italia intera.
   Proseguono i lavori sul piazzale della chiesa.  Sul grande palco ci sarà l’Altare. I preti potranno concelebrare. A fianco c’è lo spazio per le varie autorità civili e dall’altra parte avrà posto la corale per l’occasione composta da 170 elementi. C’è pure un grande spazio per i fedeli. Tutto sarà coperto da tendoni, per evitare il sole o anche il rischio della pioggia. Nella notte tra il 17 e il 18 si scatenò da noi, e pare in tutto il Burundi, un brutto temporale, durato parecchie ore, con pioggia abbondante. Per alcuni giorni niente polvere sulle nostre strade e un’aria fresca anche di giorno. Quasi tutto è pronto per la festa del Giubileo di sabato. Tutto andrà benissimo. La nostra gente sa preparare bene le festività. Gli invitati saranno tanti. Non mancheranno personalità civili. Mi spiace che non ci sarà l’amico Guido Marinoni, che a Kiremba nelle costruzioni varie, specie della turbina, ebbe un ruolo primario. Le gambe non lo reggono. Si prevede una Messa di 3-4 ore con canti, danze e discorsi. A pranzo sono previsti 600 invitati. Parteciperò solo alla Messa. Non voglio scordare di dirvi che sabato 10 ben 450 neonati vengono battezzati e sabato 24 c’è la Messa di matrimonio per 70 coppie. Il 22 rientra a Verona la dott. Beatrice dopo aver trascorso il suo mese al “pronto soccorso”, parte con un grande desiderio di tornare. La dott. Silvia continua il suo servizio nel reparto di medicina. La devo ringraziare. Dal suo arrivo si prende cura di una piccola piaga al piede, che fatica a chiudersi. Non accuso alcun dolore. Silvia spera che abbia a guarire. Il 26, mentre è in corso la medicazione, ecco arrivare il dott. Giovanni Gobbi, di casa a Kiremba, presidente dell’ASCOM di Legnago, chirurgo in pensione. Dona consigli, medica, fascia ed assicura la perfetta guarigione, in tempi un po’ lunghi.  Il 27 è la giornata annuale dei donatori di sangue, che sono ben 1600. Alle 9 c’è la S. Messa e poi nel salone del kigo le varie autorità ringraziano e donano un piccolo segno di riconoscenza a tutti, e un premio ai più generosi. Grazie ai 1600 giovani, uomini e anche qualche donna l’ospedale ha sangue sufficiente per i numerosi interventi, che vengono fatti quasi ogni giorno. Il blocco operatorio è uno dei migliori in Burundi. Cari amici, spero di farvi avere notizie dalla Croce. Don Massimo mi ha fatto il biglietto andata-ritorno. Siate certi della mia preghiera per voi e per i vostri famigliari. Saluti cordiali e un abbraccio. Don Carlo
Lettera  N. 295 da Don Carlo Masseroni
Carissimi amici,
    una rondine non fa primavera, ma fa ben sperare. Lunedì 24/6 giunge dalla Università di Verona la dott. Silvia Storato, prossima alla specializzazione in malattie infettive. L’accompagna nientemeno che il suo primario, il prof. Ercole Concia, novarese doc, che si ferma a Ngozi a dare lezioni ai 150 studenti di medicina. Il prof. Concia scende 2 volte all’anno, in giugno e dicembre, per 3 settimane. Non potete immaginare quale grande aiuto dona ai giovani laureandi! Domenica 30 e pure il 7 è qui a rivedere la sua alunna. Ci facciamo una bella chiacchierata sulla situazione religiosa del paese e anche sul problema sanitario. Intanto Silvia si inserisce molto bene nel reparto di medicina. E’ premurosa verso i malati, sempre sorridente. Nei fine settimana è presente tutta sola nel reparto, preoccupata dei malati più gravi. Sarà con noi per 6 mesi. Il 29 i professori e gli insegnanti iniziano gli esami di fine anno. Il ministero lancia minacce di gravi sanzioni, per cui non c’è che da obbedire. Il 17 c’è la proclamazione dei voti con promossi  e anche con bocciati. Nella classe dei finalisti insegnanti qui nel nostro liceo ben 97 su 103 hanno il diploma. Si sa che in molte scuole non ci fu sciopero, per cui tutto “è filato” regolarmente. Si chiude un capitolo, che di certo non torna ad onore della classe insegnante. Il 1 luglio si celebra il 61° anniversario dell’Indipendenza del nostro Burundi, una celebrazione in tono minore, che fa dubitare di problemi politici in circolazione. C’è malcontento per certi decreti presidenziali a riguardo della stampa, di riunioni, dell’elevato costo della vita, senza alcun aumento degli stipendi. Già si parla e si scrive delle elezioni politiche in programma per giugno 2015. Ci si chiede se i partiti dell’opposizione si presenteranno con un loro candidato alla presidenza o se sarà il solo partito al governo con la terza candidatura dell’attuale Presidente, anche se la costituzione lo vieta. Non c’è che d’attendere, sperando che il paese prosegua nell’attuale clima di pace. Il 1 arrivano ospiti. Torna Luciano con un amico, GianBattista Libretti, specializzato in allevamento di pesci. Luciano nel suo vasto cortile costruisce una piscina di m.10 per 5, profonda 2. Vengono messi i pesci e si attende. Assicura grigliate di pesci per quanti hanno soldi da spendere. Arriva Marilena, moglie di Nicola. Con il gruppetto c’è l’elettricista Mario Gastaldi di Toscolano (BS), che con Nicola fu a lavorare in diversi paesi africani. Pensionato, non vuole trascorrere le giornate tra TV e bar, e allora  prende l’aereo, per andare là dove può rendersi utile. E’ contento di essere giunto anche in Burundi. Marilena trascorre le giornate nel reparto maternità, dove esercita la sua specializzazione di infermiera, rivivendo i quasi 5 anni trascorsi a Mubuga, Kayanza, negli anni ’70. Si scende in Burundi per aiutare. Mi chiedo come “i locali” giudichino la frenetica attività degli ospiti, che sa di rimprovero per la loro innata calma. I 3 ospiti, Marilena, Mario e G.Battista ripartono il 21.
Ci voleva il nostro Nicola a farmi decidere a tornare a Rwarangabo, la parrocchia novarese, in cui vissi per 31 anni, dal 1 febbraio 1969 al 6 luglio 2000. Il 16 si parte con Marilena. Constato subito che Nicola è un bravissimo autista, prudente, attento ad eventuali buchi e ai vari dossi. Breve sosta a Ngozi per qualche acquisto, si prosegue su di una strada malmessa di 15 km. Alle 11.15 ci siamo. Troviamo suor Giordana e suor Bruna Pasotti. Suor Juliette è agli esercizi a Kiriri sopra Bujumbura. C’è pure una postulante ruandese, Claudina, in attesa di andare al noviziato. Non mancano le vocazioni in questi paesi africani. Nicola e la moglie visitano foyer, dispensario, e la sede dei viveri per i bimbi denutriti. Io vado dal parroco e i 2 curati. Ci facciamo una chiacchierata. Scorgo lavori in corso davanti alle 6 camere. Il parroco Noeli mi dice che stanno ampliandole, in modo che ogni camera abbia bagno e doccia, comodità che non abbiamo noi a Kiremba. Visito la Chiesa, tenuta veramente bene. Recentemente hanno tolto l’eternit dal tetto, sostituendolo con lamiere di uno speciale spessore, lunghe 5 metri, fatte arrivare dall’Uganda. Mi congratulo con il parroco, amico della coppia presidenziale, originaria di Rwarangabo, che, pure non cattolica, aiuta la parrocchia, e così don Noeli può permettersi lavori anche molto costosi. Torno dalle Suore per il pranzo: polenta e coniglio, patate e piselli, il tutto alla fine addolcito da una squisita torta. Si chiacchiera. Le Suore parlano di Rwabiriro, diventato un centro modernissimo con costruzioni all’avanguardia: scuole di ogni livello a 3 piani, con abitazioni per gli studenti, foyer, dispensario e altro. La luce è data da pannelli solari. Finora manca l’acqua, assicurano che arriverà. Ho promesso di tornare a Rwarangabo e di visitare Rwabiriro, una collina a 5 km. dalla parrocchia, una volta abitata da tante famiglie tutsi, uccise nel 1993 durante la tragedia etnica, seguita al colpo di stato con l’uccisione del Presidente hutu Ndadaye, eletto dal popolo. Alle 14 ci si saluta. Alle 15 sono in ospedale in tempo per un breve giro, per il rosario e la Messa delle 16. Vengo a sapere che don Lucio Cedri, parroco di Ryakabamba, è rientrato definitivamente. La diocesi di Brescia, dopo oltre 50 anni di presenza con “fidei donum” nella diocesi di  Ngozi, chiude. Che sia arrivata l’ora di lasciare l’Africa agli Africani? Anzi che sia l’Africa a mandare “fidei donum” in Europa? Il 27 a Ngozi vengono ordinati 7 preti e 8 diaconi. Da un anno è aperto un seminario di teologia a Bururi, con 120 camere, visto che in quello di Gitega non c’è spazio per tutti.
Il 18 arriva il francese dott. Michel, ortopedico. E’ di casa ormai e un paio di volte all’anno dona 2 settimane, per raddrizzare gambe e braccia. Il 23 arriva Madre Eugenia dal Ruanda con la madre economa della Congregazione delle Ancelle della Carità, con Sr. Agnese, croata e Sr. Stefania, bresciana, le due che apriranno la casa a Kiremba con 2-3 Suore Ruandesi. Si parla di ottobre. Il 25 giunge la dott. Beatrice Urciuoli, specializzanda in medicina d’urgenza a Verona. Grande amica di Silvia, si ferma da noi per un mese. E così il nostro ospedale va arricchendosi sempre più di medici. Attualmente sono ben 13. Di conseguenza aumenta il numero quotidiano dei malati. Fervono i lavori per preparare il Giubileo d’oro della parrocchia, programmato per il 31 agosto. Tinteggiata la chiesa all’interno con vari ritocchi anche all’esterno, si è presi, sul vasto piazzale della chiesa, dalla costruzione del grande palco, coperto da teloni, che consentirà ai numerosi sacerdoti, che concelebreranno con i Vescovi Gervais e Kaburungu, e alle alte autorità di essere riparati dal sole, dal momento che saremo ancora nella stagione secca. Sono partiti gli inviti per la festa. Dalla diocesi di Brescia giungeranno il Vicario Generale, il Direttore dell’Ufficio diocesano missionario e due autorità laiche. Inoltre saranno qui la Enrica Lombardi, burundese nell’animo, e il fratello don Roberto. Già il 9 agosto sarà con noi don Angelo Ghitti, che si fermerà fino al 2 settembre. Il pranzo sarà nel grande salone del kigo, che ha retto bene a fine giugno del 2009, in occasione del giubileo d’oro dell’ospedale. Cari amici, ci risentiremo ai primi di settembre, quando, spente le luci del giubileo, tornerà calma in parrocchia. Da voi, dopo un lungo inverno, ecco un caldo, esagerato in alcune regioni. Seguo le vicende diocesane novaresi con movimento di preti da una parrocchia all’altra. Vi assicuro del ricordo al Signore e alla Madonna. Un abbraccio a ciascuno. Don Carlo
   Kiremba, 31 luglio 2013
    ANNO 2013
Gennaio Don Carlo Masseroni 24 gennaio
Febbraio Suor Myram aggiormamento sulla situazione
Febbraio Don Carlo Masseroni 12 Febbraio
Febbraio Padre Silvano Galli Condividere i significati ed i valori della vita
    ANNO 2012
Marzo Sr. Maria Luisa Spitti Grazie per la vostra preziosa generosità
Marzo Elisa e Goffredo Le meraviglie della missione
Marzo d. Carlo Masseroni Un difficile equilibrio per una fraterna convivenza
Marzo pe Silvano Galli Vorrei raccontarti una storia
Febbraio pe Silvano Galli La donna africana protagonista nascosta
Gennaio pe Silvano Galli Lettera Kolowaré: un villaggio di lebbrosi
Gennaio d. Carlo Masseroni Lettera 274 del 27 gennaio
    ANNO 2011
Dicembre d. Carlo Masseroni Lettera 273 del 31 dicembre
Novembre d. Carlo Masseroni Lettera 272 del 30 novembre
Novembre Fr. Carlo Zacquini Dall'Amazzonia brasiliana
Novembre Sr. Lina Fior Da Gerusalemme
Novembre Sr. Graziella Milani Dalle Filippine
Novembre pe Silvano Galli Tempo di visite...
Ottobre d. Benoit Lovati Lettera da Ciad
Ottobre Sr. M. Cristina Alessio Un "Sì" per una grande missione
Ottobre Ministre della Carità Evangelizzazione 2000: Discepoli e Missionari
Luglio Padre Paolo Dall'Oglio Siria: la speranza è l'ultima a morire
Luglio sr. Carla Farassino Aiutare i Giovani ad uscire dall'analfabetismo
Aprile d. Carlo Masseroni Lettera nr. 263 del 28 aprile
Aprile pe Silvano Galli Settimana Santa Pasqua 2011
Aprile Diversi Missionari Auguri per una buona Pasqua di Resurrezione da tutto il mondo
Marzo Pe Pier Giorgio Manni Dal Giappone devastato dal terremoto
    ANNO 2010
Dicembre d. Carlo Masseroni Lettera nr. 259 del 27 dicembre
Novembre sr. Lucia Salvato Ho ritrovato la mia gente della missione
Novembre pe Silvano Galli La comunità musulmana ha festeggiato l’Aïd el Kebir, o Tabaski
Novembre pe Silvano Galli Curare gli ammalati di lebbra
Novembre Silvana Bortoliero Di ritorno dal Togo
Luglio pe Silvano Galli Dal Togo: Due parole sul villaggio dove svolgo il mio servizio
Maggio d. Carlo Masseroni Dal Burundi
Maggio fr. Domenico Grazioli Dall'Egitto
Maggio
sr. Lucia Salvato Dalla Repubblica Democratica del Congo
Aprile pe Silvano Galli Dal Togo: Un pozzo - Micro agricole - La luce di alima
Marzo
d. Marco Piola Nuova parrocchia affidata ai sacerdoti novaresi