CELEBRATA A VILLADOSSOLA LA VEGLIA PER I MISSIONARI MARTIRI 2012

La Veglia di preghiera per i missionari martiri, giunta alla sua ventesima edizione, è un momento particolarmente suggestivo in cui si invitano le Comunità parrocchiali a celebrare questo ricordo dei Martiri dei nostri giorni in un contesto quaresimale in cui sia sottolineato il valore del sacrificio di sé per il Vangelo e per la difesa della dignità dell’uomo specialmente dei più poveri ed emarginati.
Nella nostra diocesi, questo momento significativo viene gestito dal Centro Missionario Diocesano ogni anno in un Vicariato diverso, quest’anno è toccato all’Ossola vivere la ventesima Giornata dei Missionari Martiri.
L’appuntamento si è svolto nella Parrocchia di Villadossola dove alle ore 21 di sabato scorso dalla Piazza del paese, si è avviata una fiaccolata verso la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo dove il Gruppo Missionario di Villadossola aveva approntato all’ingresso una Croce ricoperta da un drappo rosso su cui erano collocati dei biglietti con i nomi dei 26 missionari martiri uccisi nel 2011. Sull’altare invece era stata predisposta una Croce di una certa dimensione avvolta con un tessuto di un rosso intenso al cui fianco un candelabro con più fiammelle ricordava la luce di Cristo che vince le tenebre del male.
La parte liturgica della Veglia è stata presieduta da don Massimo Bottarel, parroco di Villadossola, già Fidei Donum in Ciad, mentre la conduzione della serata era affidata a don Mario Bandera, direttore del Centro Missionario di Novara, il quale ha sottolineato i vari passaggi di ciò che si stava vivendo. A portare una testimonianza sul significato del martirio oggi è stato Padre Giancarlo Politi, già missionario del PIMNE ad Hong Kong ed attualmente Padre spirituale del Seminario del PIME di Monza. Padre Politi ha tratteggiato la figura di Padre Fausto Tentorio, un suo Confratello ucciso l’anno scorso nelle Filippine per la sua opera di promozione umana e di difesa dei tribali di quel Paese.
Padre Tentorio è stato un autentico missionario che aveva dedicato tutta la sua vita per elevare l’esistenza di alcune tribù che vivono ancora all’età della pietra, così da permettere a questi esseri umani di poter uscire dalla loro condizione di povertà endemica e iniziare un cammino sociale che li avrebbe portati sullo stesso livello degli altri filippini, un’azione questa che non poteva non causare invidia e rancore da parte di chi aveva tutto l’interesse a mantenere queste persone in condizioni primitive. Padre Politi ha giustamente sottolineato che padre Fausto e con lui tutti gli altri missionari martiri, non cercano la morte, ma lavorano e si impegnano per offrire una vita degna ad ogni persona che incontrano, questo annuncio che è di uguaglianza, amore e fraternità spesso e volentieri si scontra con gli interessi dei malvagi che di elevare le condizioni dei più miseri o di accettare che l’annuncio evangelico sia rivolto a chi più ne ha bisogno, non ne vogliono sapere, da qui l’alto prezzo che i missionari ancora oggi pagano in tante parti del mondo per portare avanti la loro opera di promozione umana e di evangelizzazione. La lettura del martirologio accompagnata all’accensione di un lumino ad ogni nome che veniva scandito posto ai piedi della Croce, ha sottolineato come la nostra Comunità cristiana non vuole dimenticare questi martiri, ma anzi illuminata dal loro esempio, desidera proseguire nel cammino da loro tracciato.

Mario Bandera

 

 

 

 

24 MARZO 2011, XXIX GIORNATA IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI

La giornata in memoria dei Missionari Martiri che si celebra il 24 marzo, anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar Arnulfo Romero, figura simbolo dei martiri contemporanei, è giunta alla sua diciannovesima edizione e ancora una volta dobbiamo constatare come i grani di rosario di questo martirologio umile e silenzioso che si consuma sulle frontiere dell’evangelizzazione e della promozione umana di tante parti del mondo, è ancora una volta pieno di figure di spicco della Chiesa Universale. Secondo i dati forniti dalle Pontificie Opere Missionarie, lo scorso 2010 sono stati uccisi 23 missionari: un Vescovo, tredici sacerdoti diocesani, tre religiosi, due seminaristi, una suora e tre volontari laici. Tra di loro emerge la figura dell’italiano Mons. Luigi Padovese Vicario Apostolico dell’Anatolia e Presidente della Conferenza Episcopale Turca, ucciso il 3 giugno a Iskenderun in Turchia. “Restare nella speranza” è lo slogan scelto dalle PPOOMM per celebrare la giornata di quest’anno, è questa una frase pregnante di significato, proprio perché arruolare i martiri sotto il segno della speranza è un’impresa ardita: il martire è per definizione colui che vede interrotta in maniera brutale una parabola di vita. Spesso un’esistenza densa di sapienza, di amore e di donazione totale di se stesso, il martire è un testimone che non parla solo attraverso la sua morte, ma soprattutto attraverso la sua vita, un’esistenza cristiana vissuta sui sentieri evangelici che conducono nelle lande più isolate del mondo come tra i poveri più bisognosi di tenerezza del pianeta. I Missionari Martiri offrono quindi alle nostre comunità tiepide e abitudinarie nella prassi di fede, speranze capaci di mostrare possibilità nuove di vita e di impegno, la loro morte come la testimonianza globale della loro vita, supera il tempo e lo spazio ed essi diventano testimoni coraggiosi e preziosi per rinnovare dal profondo la nostra stessa vita cristiana. Essi, i Missionari Martiri, sono uccisi non tanto perché erano uomini e donne credenti, ma in quanto persone capaci di amare, che diffondevano l’amore cristiano attorno a loro, essi sono testimoni del Vangelo la cui parabola di vita mette a nudo le nostre comode convinzioni e quella inveterata pigrizia che rischia di rendere sfuocata e soporifera la pastorale.
Nella nostra diocesi la Giornata dei Missionari Martiri si è sempre celebrata attraverso incontri vicariali che proponendosi come momenti di preghiera e di riflessione, potessero a loro volta aprire spiragli di meditazione sul sacrificio di queste persone. Quest’anno la celebrazione organizzata dal Centro Missionario Diocesano si terrà nella Basilica di San Gaudenzio a Novara alle ore 21.00 e sarà presieduta da Mons. Renato Corti, durante la veglia di preghiera sarà portata la testimonianza su Mons. Luigi Padovese da parte di un suo confratello; interverranno anche alcuni amici del Centro Missionario di Padova che offriranno il ricordo di don Ruggero Ruvoletto, ultimo missionario Fidei Donum italiano ucciso a Manaus in Amazzonia (Brasile) per il suo impegno contro le violenze perpetuate sui ragazzi di strada. Il tempo liturgico della Quaresima, in ogni caso è tempo propizio affinché in ogni singola comunità parrocchiale si faccia un momento di riflessione e preghiera per ricordare i Missionari Martiri, un momento, ne siamo certi che vedrà convergere l’attenzione di tutti verso questi testimoni capaci di offrire la loro vita per il Vangelo ed il riscatto di tanti poveri nel mondo.