24 MARZO, XXIX GIORNATA IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI
La giornata in memoria dei Missionari Martiri che si celebra il 24 marzo, anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar Arnulfo Romero, figura simbolo dei martiri contemporanei, è giunta alla sua diciannovesima edizione e ancora una volta dobbiamo constatare come i grani di rosario di questo martirologio umile e silenzioso che si consuma sulle frontiere dell’evangelizzazione e della promozione umana di tante parti del mondo, è ancora una volta pieno di figure di spicco della Chiesa Universale. Secondo i dati forniti dalle Pontificie Opere Missionarie, lo scorso 2010 sono stati uccisi 23 missionari: un Vescovo, tredici sacerdoti diocesani, tre religiosi, due seminaristi, una suora e tre volontari laici. Tra di loro emerge la figura dell’italiano
Mons. Luigi Padovese Vicario Apostolico dell’Anatolia e Presidente della Conferenza Episcopale Turca, ucciso il 3 giugno a Iskenderun in Turchia. “Restare nella speranza” è lo slogan scelto dalle PPOOMM per celebrare la giornata di quest’anno, è questa una frase pregnante di significato, proprio perché arruolare i martiri sotto il segno della speranza è un’impresa ardita: il martire è per definizione colui che vede interrotta in maniera brutale una parabola di vita. Spesso un’esistenza densa di sapienza, di amore e di donazione totale di se stesso, il martire è un testimone che non parla solo attraverso la sua morte, ma soprattutto attraverso la sua vita, un’esistenza cristiana vissuta sui sentieri evangelici che conducono nelle lande più isolate del mondo come tra i poveri più bisognosi di tenerezza del pianeta. I Missionari Martiri offrono quindi alle nostre comunità tiepide e abitudinarie nella prassi di fede, speranze capaci di mostrare possibilità nuove di vita e di impegno, la loro morte come la testimonianza globale della loro vita, supera il tempo e lo spazio ed essi diventano testimoni coraggiosi e preziosi per rinnovare dal profondo la nostra stessa vita cristiana. Essi, i Missionari Martiri, sono uccisi non tanto perché erano uomini e donne credenti, ma in quanto persone capaci di amare, che diffondevano l’amore cristiano attorno a loro, essi sono testimoni del Vangelo la cui parabola di vita mette a nudo le nostre comode convinzioni e quella inveterata pigrizia che rischia di rendere sfuocata e soporifera la pastorale.
Nella nostra diocesi la Giornata dei Missionari Martiri si è sempre celebrata attraverso incontri vicariali che proponendosi come momenti di preghiera e di riflessione, potessero a loro volta aprire spiragli di meditazione sul sacrificio di queste persone. Quest’anno la celebrazione organizzata dal Centro Missionario Diocesano si terrà nella Basilica di San Gaudenzio a Novara alle ore 21.00 e sarà presieduta da Mons. Renato Corti, durante la veglia di preghiera sarà portata la testimonianza su Mons.
Luigi Padovese da parte di un suo confratello; interverranno anche alcuni amici del Centro Missionario di Padova che offriranno il ricordo di don Ruggero Ruvoletto, ultimo missionario Fidei Donum italiano ucciso a Manaus in Amazzonia (Brasile) per il suo impegno contro le violenze perpetuate sui ragazzi di strada. Il tempo liturgico della Quaresima, in ogni caso è tempo propizio affinché in ogni singola comunità parrocchiale si faccia un momento di riflessione e preghiera per ricordare i Missionari Martiri, un momento, ne siamo certi che vedrà convergere l’attenzione di tutti verso questi testimoni capaci di offrire la loro vita per il Vangelo ed il riscatto di tanti poveri nel mondo.